[Per una Sanità umana]

(versione stampabile)


LE ORIGINI DEL MIO IMPEGNO PER UNA MEDICINA PIU’ UMANA presentazione

Era l’autunno del 1993, io facevo il giornalista, di slancio, impegnato ad affermarmi, a dare il mio contributo… le news, i servizi, l’adrenalina, le notti passate in redazione. Poi di colpo un collega sparisce dal giro, si chiamava Max. “Dov’è finito quel pazzo?” ci si chiede in radio. Poco dopo ci arriva la notizia: è ricoverato agli infettivi, forse ha l’Aids. E’ il gelo per tutti noi. Sono, quelli, gli anni in cui Aids equivaleva a morte certa, al 100% e in pochi mesi, altro che tumori, molto ma molto più micidiale.

Con la gola secca e una paura terribile lo andai a trovare. Entrai una sera di novembre in quel reparto allucinante, allucinante perché lì c’era la ‘peste del XX secolo’, perché da lì si uscive sempre piedi in avanti sotto un sarcofago di metallo, e a non più di trent’anni in media. Lì vidi per la prima volta nella mia vita adulta la malattia devastante, la morte, la macchina disumana della Medicina all’opera. Lì rimasi per più di dieci anni a fare il volontario, a lottare come potevo per alleviare tanta immane sofferenza. Da quegli anni nasce il mio Aiutami a Morire (Ed. Interlinea, 1999), dove racconto vite estreme, passioni estreme, personaggi straordinari e tanto amore pur in quelle agghiaccianti condizioni. Tantissimo amore. Da allora lotto per una Medicina più umana, e non finirò mai di scandalizzarmi per quanto ancora disumana essa sia.

 


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