[Paolo Barnard]

RICEVO DALLA MORTE, E VOLENTIERI PUBBLICO.

 

Sono la Morte. Non sono ingiusta. E' ingiusto chi mi ha creata. Ma non io.

Vi ammazzo tutti quando esce il vostro numero. Ma non sono io che estraggo i numeri. E' ingiusto chi li estrae. Ma non io.

Da bambini, da ragazzi, da adulti, da vecchi, quando esce il tuo numero io arrivo e ti ammazzo. Paolo Barnard ha ragione, con me non ci sono sconti, né privilegiati, nessuno salta il turno quando esce il suo numero. Se ti chiami Kissinger o balordo crepi uguale. Sono giusta.

Gli viene obiettato, a Barnard, che questa è una giustizia di poca consolazione, perché se è vero che io farò crepare e puzzare e decomporre i Potenti così come il povero Cristo, è anche vero che questo non risarcirà i milioni di altri poveri Cristi che hanno sofferto cose orrende a causa loro, a causa dai Potenti.

Io che c’entro? Il mio compito è ammazzarvi, ma se nel frattempo voi non avrete saputo correggere l’ingiustizia, fermare i crudeli e risarcire le vittime, la colpa è vostra, perché siete incapaci, o vili, o complici, o bastardi, o indifferenti, e non la debellate.

L’ingiustizia siete voi. Io sono solo la Morte. Ci conosceremo. Grazie a Paolo per l’ospitalità in questo spazio.

La Morte.