[Paolo Barnard]

PERCHE’ TERRORIZZARMI? NON POTEVI AMARMI?

 

Mi capitava un paio di volte all’anno, nel sonno, da tanti anni, di sentire una cosa terrificante. Venivo estratto dal sonno profondo ma non svegliato, mi sentivo totalmente paralizzato mentre un essere mi sovrastava a stretto contatto, pelle su pelle. Mi era addosso, ed era totale, io non potevo più nulla. Vivevo il terrore della totale impotenza perché non sapevo cosa questo essere mi avrebbe fatto. Tentavo di muovere un arto, ma era impossibile, il mio respiro si faceva affannoso, la sua presenza era orrenda, così schiacciante da dietro di me. Iniziavo a tremare, ma, di nuovo, era l’attesa del male che di certo mi avrebbe fatto che mi terrorizzava.

Durava qualche minuto, poi via, e mi svegliavo.

Una notte di qualche anno fa risuccede. Sono su un fianco, la presenza arriva e tutto inizia. Ma questa volta raccolgo le forze per parlargli. “Chi sei? Cosa vuoi da me?”. Ricordo che le mie parole furono appena soffiate nel soffocamento, io, paralizzato, rivolto a quella cosa orribile. Ed è a quel punto che tutto accade. La presenza si ghiaccia, si discosta da me di un filo, ed esita. La sento esitare… la sento colpita… e sento che è… donna. E’ donna, potentemente femmina, una femmina demonizzata dal dolore, ma che mi ama nella disperazione di un'impossibilità a persino avvicinarmi, e che ha scelto il terrore per almeno avermi, qualche volta.

Sono sempre in suo possesso, paralizzato, ma ora so, è donna. Il tempo di sperare in una risposta, lei urla via come un grido nell’uragano, un grido talmente furioso di dolore, potente come la disperazione di una donna. Mi sveglio.

Perché mi hai terrorizzato? Perché non mi hai amato, invece di terrorizzarmi? Non sei mai più tornata da allora. Perché tanto dolore? Potevi amarmi, saresti stata amata, tanto amata. Chi sei?