[Paolo Barnard]

La Francia, l’Aquila, Letta e noi che facciamo pietà.

 

Letta. Voi vi siete accorti di aver un presidente del consiglio? Io no. Letta non è, è nulla, non so come dire, impalpabile, aria fritta, un ologramma pallido. Ok. Ora passo ad altro, anche se sempre in tema.

La Francia. Quello è un Paese. Non noi. I francesi sono, come noi, dentro tutte le micidiali trappole dei Trattati europei che chiedono micidiali Austerità, come ad esempio il pareggio di bilancio e la riduzione del deficit entro il 3% del Prodotto Interno Lordo. Ma i francesi si sono accorti che per fare pareggio di bilancio e per arrivare al 3% di deficit dovrebbero devastare tutta la loro piccola, media, e grande industria nazionale imponendogli tasse impossibili. E allora Parigi, che sta in cima a una Nazione con la enne maiuscola, ha semplicemente detto alla UE, a Draghi, alla Commissione Europea e ai tedeschi un clamoroso “Vi fottete, noi facciamo come ci pare e come è nel nostro interesse. Bye bye alle vostre Austerità, al pareggio di bilancio e al 3% del piffero. Firmato l’Eliseo”. Il ministro francese delle Finanze, Pierre Moscovici, li ha mandati, oggi, tutti 'a spendere'. Questo è un Paese. Poi ci siamo noi, quelli che fanno pietà, con l’ologramma pallido che ci guida.

Da noi la subordinazione a ‘quelli seri’ del nord è talmente assoluta, talmente umiliante, che quando fu chiesto al governo di Roma di sforare il debito pubblico di uno 0,3% !! per ricostruire l’Aquila devastata dal terremoto, Letta se l’è fatta nelle mutande, e lo spiacevole liquame ha contagiato quelle di Fassina e dei suoi uomini al Ministero del Tesoro. L’Aquila rimarrà distrutta. Ma non solo la triste cittadina. Distrutti rimarranno i nostri imprenditori tassati dal 50 al 70%, i nostri disoccupati, la nostra economia, perché Letta non ha la spina dorsale di fare neppure lo 0,1% di quello che fanno i francesi. Letta fa pietà. E’ espressione di un non-popolo che fa pietà. Noi.