[Paolo Barnard]

I paradigmi WikiLeaks e i suoi finti eroi.

 

E’ del tutto fuorviante porre la questione WikiLeaks e Bradley Manning in termini di “hanno rivelato crimini militari e di guerra. Sono giustificati”. Citare questa indubbiamente valida facciata dell’operato di Assange e Manning è come evidenziare uno spicchio geometrico di 10 gradi in una torta di 360 gradi. E il resto?

Non possiamo isolare quello spicchio dal primo paradigma generale. Che è questo:

“Se l’operato di WikiLeaks e dei suoi protagonisti è eticamente giustificabile, ciò deve valere per tutti i Paesi del mondo, per tutti i Servizi Segreti del Mondo, e per tutti i regimi del mondo”.

WikiLeaks, e questo va premesso con la massima enfasi, ha fatto un’operazione di scarico indiscriminato all’ingrosso di qualcosa come 700.000 documenti segreti americani (e non), dove, nel guazzabuglio, solo una minuta parte riguardava fatti penalmente rilevanti dal punto di vista della legalità internazionale. La guerra di Assange è, come recita il libro di WikiLeaks, contro la segretezza di Stato. Dunque ne segue il secondo paradigma:

“Se l’operato di WikiLeaks e dei suoi protagonisti è eticamente giustificabile, allora si sancisce che è giusto prelevare centinaia di migliaia di segreti di Stato da qualsiasi Paese, di qualsiasi natura, e renderli pubblici. E’ lecito così esporre le reti informative dei Servizi di quei Paesi, mettere a rischio la vita degli agenti, chiunque essi siano, e sancire - si faccia attenzione - la fine del lavoro di difesa generale dei Servizi d’Intelligence, ovunque e a chiunque appartengano”.

Allora dobbiamo essere pronti non solo ad acconsentire a questi due paradigmi, ma anche a vederli applicati senza battere ciglio al Venezuela di Chavez, alla Bolivia di Morales, a Cuba di Castro, all’Argentina della Kirchner ecc. Perché altrimenti è risibile che la ‘giusta legge Assange’ si applichi solo al cattivo che ti sta sulle balle, ma non al buono che prediligi. Questo perché il tuo cattivo potrebbe essere il mio buono, è solo una questione di personali opinioni politiche, e che diritto hai tu di avere più ragione morale di me?

L’operazione WikiLeaks/Manning ha, ripeto, scaricato indiscriminatamente all’ingrosso 700.000 files segreti che in larga maggioranza sono gossip di bassa lega diplomatica, corredati, finora, da non più di cinque fatti penalmente rilevanti  - strage elicottero Iraq, torture Iraq, strage elicottero Afghanistan, spionaggio sull’ONU e detenuti innocenti a Guantanamo. Il fatto di sancire come legittimo l’esporre segreti di Stato a random e a quintali per denunciare alcuni fatti criminosi, è come se per esporre alcuni crimini di malasanità si permettesse domani a due hacker di impiantare telecamere nascoste nelle sale operatorie di 10.000 ospedali collegate in diretta a un canale SKY Tv. Assurdo.

Personalmente ritengo che se mettiamo da parte la solita isteria delle ‘belle anime’ progressiste che subito si sono buttate a ragliare a favore di WikiLeaks solo perché andava in culo alla cattiva America, se mettiamo da parte sti fessi che pensano forse una volta all’anno, e se pensiamo a cosa può veramente causare alla comunità mondiale l’accettazione di entrambi i paradigmi di cui sopra, bé, le cose cambiano.

Infatti, il lavoro delle informative segrete da Ambasciate a Ministeri dei Paesi, e il lavoro degli 007, non sempre sono sinonimo di spioni malvagi corrotti e deviati al soldo del Grande Paese Cattivo. Non si dimentichi che in quel lavoro di documenti segreti passa anche la lotta alla pornopedofilia, al traffico d’organi dei bambini, a quello di sostanze tossiche mortali, poi gli esplosivi, le armi di mafia, le mega truffe finanziarie, i rapimenti di donne per la schiavitù sessuale, la lotta al terrorismo contro i civili o alla grande criminalità organizzata. E se quindi si sancisce come legittimo che un Manning passi a una organizzazione di Internet 700.000 files che non ha precedentemente vagliato (ovvio), allora si decreta la fine anche di tutto quel lavoro che non sarà più sicuro. Lo capite? Altra cosa sono stati  Edward Snowden o Mordechai Vanunu. E qui c’è la sostanza.

Snowden, e ancor più l’eroico Vanunu, hanno rivelato al mondo singole selezionate istanze di atti criminosi, cioè in violazione della legalità internazionale, da parte di Stati come gli USA, la Gran Bretagna, la Francia e Israele (spionaggio USA contro UE e programma nucleare illegale di Tel Aviv). Ben altra storia. Questi sì che sono atti giusti ed eroici, atti che sono indubbiamente giustificati per il bene dei cittadini del mondo a 360 gradi, di sinistra, centro o destra, occidentali o no. Snowden e Vanunu non hanno pescato nel mucchio e sbrodolato a casaccio quintali di cose fra cui un paio valide, non hanno messo in pericolo anche la parte legittima del lavoro dei Servizi Segreti. Assange e Manning invece sì. Punto il dito soprattutto contro il buon Julian con la sua WikiLeaks, che non ha neppure voluto fare la fatica di separare la camionate di irrilevanti files da quei pochissimi che andavano invece esposti, tutelando il resto. Se lo avesse fatto, oggi sarebbe inattaccabile, e invece lo è, eccome. E per questo Assange e Manning non sono eroi, no, per nulla. Che piaccia o no alle ‘belle anime’.