[Paolo Barnard]

Dracula e le labbra di donna.

 

Ieri notte ero Dracula, torvo, furente, pericoloso. Volevo sangue. Arrivo in piazza Santo Stefano alle 4 del mattino, trovo i soliti ventenni bambocci che stanno seduti in terra con birre e canne. Parlano, anzi, urlano le loro cazzate. Io mi ci pianto in mezzo e li piallo al muro “Teste di cazzo! Buoni a fare le manifestazioni contro Berlusconi e la casta, ma non rispettate un anziano che dorme… IDIOTI!!!!”. Urlo e gli do il dito medio. Loro sono una trentina, io solo. Prego che uno si faccia sotto, sarà sangue. Ma no. I bambocci se ne vanno. Non ci credo.

Arrivo a porta Santo Stefano, c’è il club degli anarchici, cioè un bar di ragazzini sfattoni che bevono birra tutta notte. Mi trovo 6 di sti scemi che, nel mezzo di via Santo Stefano, camminano e urlano cagate a squarcia gola. Dracula si gira e li sfancula a tutto spiano, ma senza ritegno, insulti pesi, e stesso tema, non hanno nessun rispetto per chi dorme. Dai, sangue, daiiiii! No, i 6 mi guardano e se ne vanno coda fra le gambe. Cazzo! Mi giro che un cobra fa ridere in confronto, e mentre mi riavvio incappo in un altro gruppetto di sti ragazzini e ragazzine, e ringhio “Quella è la vostra generazione, bambocci di merda, senza palle per lottare e senza rispetto per nessuno” dito medio. Rissa? Per favore! No, uno di questi si gira e urla “Fascista!” ma mica mai che mi affronti. Dracula se ne va.

Venti metri più avanti, passata la folla del club, due ragazzine mi corrono incontro: “Tu sei Barnard?”. Io “” e me ne vado. Al semaforo mi raggiungono in motorino: “Vuoi un passaggio?”. Io le guardo, le guardo. E vado così: “No, ma vi bacio”. Bocca nella bocca a tutte e due, meraviglioso, sapevano di rum, dolcissimo. Le lascio, loro sorridono. Dracula è volato via. Che belle le donne, che salvezza.