[Paolo Barnard]

* AGGIUNTA A SCAMBIO BARNARD CON GATTI-MONTANARI.

 

Mi scrive il Dott. Montanari:

Egr. sig. Barnard,

Un amico mi trasmette un articolo a sua firma in cui mia moglie, la dott.ssa Gatti, ed io meritiamo la sua attenzione.

Ammetto, certo vergognandomi, di non aver mai letto nulla di suo e, dunque, magari, potrei anche trovarmi al cospetto di un uomo di scienza. Senza voler urtare la sua suscettibilità, però, ciò che ha scritto “non sta in piedi”, per usare un’espressione sua.

Lei chiede che, prima di leggerla, ci si informi su chi è lei. Magari, s’informi su chi siamo noi e così saremo alla pari. Tanto per brevità, legga ciò che scrive di noi Robert Kennedy jr o Stephanie Seneff (MIT) che è una personalità importante nel contesto scientifico mondiale. Sappia pure che le prime scoperte nostre che tanto la scandalizzano risalgono a una ventina di anni fa e poi sono state perfezionate quando mia moglie fu a capo di un paio di progetti di ricerca europei che videro la collaborazione di università come Cambridge o Mainz. Dunque, non siamo improvvisamente sbucati dal nulla.

Ciò che lei sostiene è totalmente al di fuori di ogni razionale scientifico ma mi rendo conto che per comprenderlo occorrerebbe essere esperti della materia. Ed essere esperti non è cosa immediata che si consegua senza fatica e senza una preparazione adeguata.

Nessun sentimento di offesa da parte nostra ma solo la constatazione di trovarci una volta di più a leggere qualcuno che, con un po’ di leggerezza, si esprime su argomenti che non conosce. Curiosamente, nessuno scienziato di livello ci contesta. Anzi, non di rado ci vengono chiesti lumi e pareri soprattutto da centri di ricerca stranieri.

Ora siamo in partenza per la Svizzera dove insegniamo e poi, ma solo mia moglie, per il Sud Africa dove abbiamo in corso una ricerca internazionale. Poi, se lo riterrà opportuno, sarà per me un piacere incontrarla e informarla su ciò che facciamo e che ormai da anni è riconosciuto in campo scientifico, almeno per quanto riguarda i livelli più elevati.

Se non ci saranno ostacoli, il 18 novembre prossimo dovrei tenere una conferenza a Modena e, visto che lei abita a Bologna, se mi onorasse della sua presenza si tratterebbe di uno spostamento tollerabile. Forse, ascoltandomi senza pregiudizi potrebbe rivedere il suo articolo.

Cordialmente,

Stefano Montanari

Io gli ho risposto così:

Lei ha rilasciato interviste con cui è letteralmente spalmata la rete fin dai suoi tempi 'gloriosi' con quel truffatore di Grillo in cui lei cita la parola "cancerogene" centinaia di volte associata alle nanoparticelle e alla questione vaccini. Esimio Dottore, nessuno scienziato che sia degno di toccare una foto di Galileo spara quella parola se non dopo 10-30 anni di trials in vitro, animali, umani, doppio cieco, e pubblicazioni peer-reviewed. Voi non avete mai condotto trials così. Lei e sua moglie siete sulla soglia della denuncia per procurato allarme. Non ho altro da dirle. Non sono Grillo, ma Barnard. Se vuole che io la prenda sul serio, lei pubblichi con urgenza "Gatti & Montanari lanciano preoccupazione sulla presenza di nanoparticelle, invitano la comunità scientifica ad approfondire il campo, ma non hanno nessuna prova clinico-scientifica che esse causino tumori negli umani". Attendo di leggere queste parole sul suo sito, come minimo. PB

ULTIMA ORA: La Dott.ssa Gatti mi ha replicato ciò che è noto nelle loro pubblicazioni. Io ho risposto così e qui chiudo:

Gatti e Montanari, prima cosa: io non ho mai sostenuto che le nanoparticelle siano innocue. Seconda cosa: nella Scienza esistono, ed è noto, due metodi per presumere come vero un fenomeno: 1) l'evidenza aneddotica soverchiante. 2) i trials di anni come ho descritto, con verifica della ripetibilità, peer reviewed. Il primo caso è quello dell'asteroide che colpisce la Terra, del fumo e dell'amianto. Non abbiamo avuto bisogno di trials in doppio cieco per scoprire che se un asteroide colpisce la Terra fa un disastro immane. Non abbiamo avuto bisogno di trials in doppio cieco ecc. per stabilire la correlazione fra fumo e cancro al polmone/gola. Non abbiamo avuto bisogno di trials in doppio cieco ecc. per stabilire la correlazione fra amianto e cancro. O di trials per stabilire la correlazione fra pioggia e bagnarsi. Ok? L'evidenza aneddotica era in questi casi talmente soverchiante che giustificava l'affermazione della verità del fenomeno. Sulle nanoparticelle questa evidenza aneddotica soverchiante non esiste. Punto. Il campo dei TEORICI cancerogeni che l'umano incorpora nella vita è talmente vasto (dai Muoni ecc alla chimica sugli alimenti, agli esami clinici e all'infinito) che per ciascun elemento sospetto prima di gridare al certo pericolo tumore sull'umano, va abbracciato il secondo metodo descritto sopra. Voi non l'avete fatto e qui i discorsi vanno a zero. Risentiamoci, se esisterò ancora, fra 10-30 anni quando dopo i trials in vitro, animali e umani in doppio cieco, con verifica della ripetibilità, peer reviewed, sarà acclarato che le nanoparticelle causano i tumori negli umani in percentuali statisticamente significative (che significa non un poveraccio su 10.000.000). Prima di ciò voi con le vostre affermazioni non appartenete alla scienza, e procurate falso allarme perseguibile per legge. Vi ha già scritto cosa dovete pubblicare sul vostro sito:  "Gatti & Montanari lanciano preoccupazione sulla presenza di nanoparticelle, invitano la comunità scientifica ad approfondire il campo, ma non hanno nessuna prova clinico-scientifica che esse causino tumori negli umani" Punto. PB