[Paolo Barnard]

LA MMT, LE DONNE, E MOBY DICK. UNA TRAGEDIA SOCIALE.

 

Questa è una Parabola banale, e banale qui significa che si è ripetuta nella Storia migliaia di volte, insegnando però nulla alla gente. Ma attenti:

QUESTO NON E’ UNO SCRITTO AUTOCELEBRATIVO DI BARNARD-NARCISO. HA INVECE UNA RILEVANZA SOCIALE TERRIBILE.

Io sono noto per una serie di cose, ma qui parlo di due:

Ho creato per primo la MMT in Italia.

Le mie donne, e le tempeste con esse.

Eccoci a Moby Dick, al capitano Achab, a Melville.

Come diavolo feci io a portare una teoria economica – badate bene! non uno stile rock ‘n roll ma noiosa economia – a un successo paragonabile a una band pop? Teatri pieni, gente fuori con i megaschermi, serate Tv, decine di migliaia di followers da Aosta a Palermo, e quello stupefatto Warren Mosler che ogni volta che entrava a una conferenza con me e vedeva l’oceano di folla, diceva al microfono “Mah! Se ero a New York ci sarebbero state 24 persone… cos’ha sto Barnard? Saranno forse i capelli?”.

Già, e qui sta il primo punto centrale di tutto questo scritto. Cos’ho io che faccio queste cose?

Le donne. Mi s’innamorano in un modo che lascerebbe ‘basito’ Casanova. I poemi d’amore intrastellare che mi furono recitati da ste donne sono qualcosa con cui la Mondadori farebbe un best seller senza eguali, fidatevi. Allora, di nuovo: non sono bello, sono senza una lira, sono anche sul vecchio ormai, ma cos’ho io che mi amano così?

MMT, e le donne. Ecco cosa ho: sono nato un geniale mercuriale spirito di energia e sentimento senza limiti. E sono folle.

Ecco come ho fatto a fare i miracoli con la MMT. Ecco perché ste donne partono per le stelle con me. E qui arriva la parte nera della Parabola.

La quasi totalità degli umani, donne incluse, adorano farsi prendere dal tornado del geniale, mercuriale, spirito di energia e sentimento senza limiti. Questo, che sia nell’avventura politica o che sia in amore è identico. Quindi salgono abbagliati sulla nave del Capitano Achab, cuore palpitante, e tutto a quel punto gli sembra un orizzonte di bagliori che nella vita di prima non avevano. Fin qui bellissimo.

Ma sti umani, e ste donne, non fanno mai i conti però con un fatto, questo:

Se sali sulla nave di Achab, portato dalle parole di Melville, devi sapere che non ci sono solo i bagliori, ma anche le tempeste, il freddo, il buio della notte e la paura. Questa è la nave su cui hai scelto di salire, e non è il salotto di casa.

Eccoli allora tutti, attivisti MMT e le mie donne, proiettati in prua colmi di emozioni… poi arriva il Capitano e con lui però c’è anche L’ALTRA PARTE DELL’AVVENTURA, quella buia, folle, scardinante. E’ normale, sei su una nave nell’oceano a caccia di Moby Dick, tu attivista e tu donna, lo hai scelto, non sei a casa in cucina.

Ma no. Qui crolla tutto il romanzo. Gli attivisti a quel punto rampognano, sono spiazzati, gracchiano lamenti, e soprattutto iniziano a odiare il lato oscuro dell’esaltante caccia alla balena bianca, l’altra parte di Paolo Barnard. Le donne fanno esattamente la stessa cosa. Iniziano ad odiarmi.

E tutto si disfa. La MMT si precipita a gettarsi come topi dalla nave del Capitano Barnard. Moby Dick? mavaffanculo, meglio i pesci rossi del 5S e duecento gruppetti di sparpagliati mentali. Le donne mi piantano, mi odiano, alcune passano il resto della vita a odiarmi. I poemi di amore intrastellare? bè, lasciamo perdere, il tipo sano di mente della porta accanto è meglio.

Ed ecco la rilevanza sociale devastante di sta storia.

La gente, sta gente e ste donne, e sono il 99,9%, sono orde di un’immaturità agghiacciante. Non ci arrivano, manco morti o morte, a capire che Dio ha creato il genio come gemello della follia, l’eccellenza come gemella dei baratri di carattere. Non ci arrivano a capirlo mai, e pretendono di salpare sulla nave di Melville, ma poi navigare nel laghetto dei giardini pubblici, belli calmi, ordinati, senza mai aver paura, mai un incubo, le cosine si fanno perbene, i compitini sui quaderni a quadretti, le giornate col Capitano sono manina nella manina a passeggio. E soprattutto mai e poi mai…

PAGARE IL PREZZO che costa osare fuori dall’ordinario per avere l’eccellenza.

E così le società, e i rapporti di coppia, finiscono con lo stagnare e arrancare a passettini miserabili, fra quella che proprio Melville chiamò la “ressa”, la ressa di quelli che… “Moby Dick! Oceano! vento e capelli arruffati!… ma dalla cucina di casa, senza la polvere sui mobili”.

No, non fu questo che scrisse Melville. Poi non vi lamentate se i Capitani scompaiono, e se al loro posto in politica o in amore arrivano i mozzi.