[Paolo Barnard]

ROBA PER POCHISSIMI MA COME SEMPRE VI SALVEREBBE IL C.


 

Insider bancario svedese mi scrive (questa ve la sorbite lunga):

 

Il rischio di credito ha come principale obbiettivo quello di stimare la cosiddetta perdita attesa su un credito.

Userò come esempio il signor X che ha un mutuo immobiliare con la banca A di 100. L'immobile ipotecato ha un valore di 120.

La perdita attesa (definita EL – Expected Loss) rappresenta una somma di denaro che una banca si aspetta di perdere, con una certa probabilità, su una determinata esposizione.
Nel nostro caso il valore dell'esposizione della banca è 100, che corrisponde al debito del signor X verso la banca.

EL si calcola come prodotto di tre componenti: PD, LGD e EAD (quindi PD x LGD x EAD = EL).
PD – Probability of default è la probabilità che il signor X non riuscire il suo debito entro un certo periodo di tempo (12 mesi come da regolamento).
LGD – Loss Given Default è la perdita netta che banca potrebbe avere in caso il signor X vada in default.
EAD – Exposure at default è l'esposizione della ba verso il signor X al momento del default.

La PD è componente più importante nella determinazione della EL. Tutte le banche aderenti all'accordo di Basilea sono obbligate a stimare la propria PD per ogni classe di esposizione che compone il loro portafoglio
(ci sono delle eccezioni a questa regola ovviamente, ma sono poche). L'accordo di Basilea prevede tre approcci: Standardised, Internal rating based Foundation e Internal rating based Advanced.
Standardised: la banca non stima le componenti di EL e si limita ad usare quelle fornite dai regolamenti.
Internal rating based Foundation: la banca stima solo la PD ed usa LGD e EAD fornite dai regolamenti.
Internal rating based Advanced: la banca stima tutte e tre le componenti, PD, LGD, EAD.

Oggi praticamente tutti i grandi istituti utilizzano l'approccio Foundation o Advanced, se guardiamo la quota del settore privato non-finanziario che dipende dal politiche creditizie di questi istituti vediamo quindi che gran parte della nostra economia reale oggi dipende dai modelli di credito sviluppati da quest'ultimi.
Le famiglie, i piccoli imprenditori, le grandi imprese e perfino i governi sono direttamente interessati dalle stime EL delle banche.
L'EL gioca un ruolo chiave nel mercato del credito in due diverse circostanze, la prima nella cessione di nuovi crediti e la seconda nel prezzaggio dei crediti esistenti.

Praticamente tutti i sistemi attraverso cui una banca concede un finanziamento e/o applica un determinato tasso di interesse sono risk based, ossia dipendono direttamente dalla stima dell'EL, e quindi della PD (quando si fanno le applicazioni per aprire un mutuo o un piccolo prestito l'esito della domanda è generato in tempo reale da un server dove al suo interno è implementato il modello di EL/PD).
La PD in sostanza viene generata da un modello statistico, che ha come input una serie di variabili sociali, economiche e finanziarie, e come output una probabilità (numero compreso da 0 e 100). Questa probabilità
rappresenta lo score di ogni cliente della banca, più la PD è vicina a 0 e più alto lo score, viceversa s la PD tende al 100.

Torniamo al nostro esempio, la banca A ha implementato un modello PD per i nuovi mutui composto come segue:

PD = reddito familiare + situazione occupazionale familiare + credit record

Come mai il signor X ha ottenuto il mutuo mentre il signor Z no?
Come mai il signor X ha un tasso del 3.2% mentre il signor Y del 4.2%?

Il signor X ha una famiglia composta da due adulti e un bambino, entrambi gli adulti lavorano full time a tempo indeterminato, hanno un reddito medio alto e non ha mai avuto un ritardo di un pagamento.
Il signor Y ha una famiglia di due adulti, lui full time e la moglie part-time, reddito medio e nessun ritardo di pagamento.
Il signor Z ha una famiglia di due adulti e due bambini, entrambi gli adulti lavorano full time a tempo indeterminato, hanno un reddito medio alto ma negli ultimi 12 mesi hanno avuto tre ritardi di pagamento (una rata dell'auto 10gg, rata della televisione 12gg, cartella esattoriale 54 gg).

Il valore che ogni individuo registra nelle variabili di input del modello (reddito familiare, situazione occupazionale familiare, credit record) determina la sua PD nonché il suo score.

Quindi, sia l'accettazione di un finanziamento sia il rispettivo prezzo (tasso di interesse) dipendono dalla PD.

Ritornando all'Expected Loss (EL), vediamo cosa succede per la banca A se il signor X va in default, dove la definizione di default (secondo Basilea) è: ritardo nel un pagamento di una rata maggiore di 90 giorni.

Il signor X ha una PD = 3.2% (la probabilità che X andrà in default entro 12 m3.2%);
LGD = 45% (fissiamo un valore di LGD, se e quando X va in default la banca prevede di perdere il 45% del valore dell'esposizione);
EAD = 100 (ammontare dell'esposizione al momento del default).

EL del signor X = 3.2% x 45% x 100 = 1.44.

Questo 1.44 è quanto la banca si aspetta di perdere in caso di un default di X. 
Se questo calcolo viene fatto in modo aggregato per portafoglio, otteniamo ad esempio la stima EL per retail, sme, large corporate, sovereign, etc...
La cifra è molto importante perché andrà poi ad influenzare le riserve di capitale che la banca deve calcolare ogni anno nonché il capitale di rischio. 
Il core tier one ad esempio, usato oggi come una delle misure in quei divertenti stress test della UE si calcola come rapporto tra il core equity capital diviso il risk-weighted assets (dove quest'ultimo è una funzione diretta della EL, e quindi della PD).
Un altro parametro che rientrava negli stress test della UE era il cosiddetto NPL ratio (non performing loans), questo è il rapporto tra tutti i crediti "cattivi", ossia in default secondo la definizione Basilea, diviso il totale dei crediti nell'attivo della banca. Maggiore è il NPL ratio di un segmento e maggiore dovrà essere la stima della PD di quella banca per quello stesso segmento.

Tutto questo esempio mi serviva per far capire l'importanza che sta dietro la stima della EL e soprattutto della PD.

Un modello errato che fornisce stime di PD troppo alte può significare che domani una famiglia non può comprare casa o un imprenditore non ottiene un fido dalla banca, l'impatto sociale di questi modelli te lo lascio quindi immaginare.
Dalla parte della banca lo scenario non è molto diverso, una PD troppo alta infatti può essere molto costosa in termini delle riserve di capitale che la banca ogni anno deve accantonare.

Il problema più grosso secondo me riguardante la stima dei modelli PD è la calibrazione, ossia l'aggiustamento delle stime ottenute affinché queste siano abbastanza conservative.
E qui entra in gioco il motivo per cui ti sto scrivendo questa mail e cioè il ruolo dei financial regulators.

Ogni banca che utilizza gli approcci Internal rating based (vedi sopra) è obbligata ad inviare i propri modelli al financial regulator competente e ricevere l'approvazione. Se il regulator per qualche motivo non accetta il modello, lo rimanda indietro con tanto di richieste di modifiche e se non fai come dicono loro sei inabilitato ad usare quel modello. Molto spesso le critiche ai modelli derivano dal fatto che quest'ultimi, secondo loro, non sono abbastanza conservativi, sostengono cioè che la PD stimata rischi di sottostimare il vero rischio del portafoglio. Il risultato è che ci troviamo spesso ad aumentare le nostre stime di PD, a mio avviso senza motivo, giusto perché il regulator ti dice che secondo il suo parere non sono abbastanza conservative.
Ora, è bene precisare, io non sto criticando il ruolo dei financial regulators, anzi è fondamentale che il mercato del credito sia regolato affinché gli istituiti forniscono stime di rischio corrette e consistenti. La mia critica è rivolta al fatto che talvolta il regulator agisce più da un punto di vista politico perdendo di vista l'effetto reale delle sue decisioni. Se io banca ti fornisco delle stime di PD che sono statisticamente efficienti e sufficientemente conservative (e te lo dimostro), tu non mi puoi obbligare ad aggiungere ulteriori margini, perché quell'aumento di PD che io poi sono costretto ad attuare, si ripercuote direttamente sui miei clienti (famiglie e imprese).
Il 90% delle volte i margini aggiuntivi derivano da analisi/considerazioni macroeconomiche (come vedremo sotto).

Come reagiscono le banche quando il regulator ti obbliga ad aumentare la PD? Semplice, abbassano la testa e lo fanno per non farsi nemico il regulator (tanto poi i costi o li scaricano sui clienti o sui dipendenti).

Ora senti cosa mi è successo di recente.

Lo scorso giugno abbiamo completato un modello di PD per il segmento sovereign (finanziamenti a governi centrali e locali), io mi sono occupato della parte quantitativa mentre ”altri” hanno fatto la parte qualitativa.
Subito all'inizio del progetto ho precisato che per le esposizioni verso i governi nazionali nominate in valuta che il governo possiede e controlla totalmente bisognava evitare di fare tanti modelli e assegnare semplicemente PD = 0.
All'inizio hanno storto un po' la faccia ma poi hanno accettato la proposta ma hanno lasciato che "altri" scrivessero la motivazione del perché assegnavamo PD = 0 (nel nostro caso solo allo stato Svezia).
Volevo scriverla io ma siccome ero nuovo assunto in questo istituto dicevano che non avevo molta esperienza sui modelli sovereign (che effettivamente un po è vero).

Con un po di masochismo leggi un piccolo estratto della loro argomentazione che ti ho tradotto dallo svedese.

A novembre il financial regulator ci ha inviato le sue considerazioni sul modello e ovviamente PD = 0 per lo stato Svezia non gli andava bene perché non eravamo abbastanza conservativi. Certo che se gli inviamo delle motivazioni sbagliate non puoi pretendere che loro ti rispondano in modo positivo, ma al di la dell'argomentazione sostanzialmente errata che gli abbiamo mandato la cosa che mi ha fatto più incazzare è il fatto che nella loro lettera sostengano che non si possa utilizzare PD = 0 in alcun caso (nemmeno per i sovereign).
A quel punto sono andato dalla mia capa e dal CRO sostenendo che mettere un safety margin sulla PD della Svezia era assurdo e che bisognava ribattere alla lettera del regulator con una migliore argomentazione invece di aumentare la PD e dargliela vinta a loro anche stavolta.

Ti ricordo che stiamo parlando della probabilità che la Svezia faccia default entro 12 mesi su un'obbligazione nominata in corone svedesi.

Questa è la nuova motivazione che ho inserito nella documentazione del modello a sostegno di PD = 0, te l'ho riassunta e tradotta dallo svedese.

Io pensavo di avere scritto qualcosa di ovvio e invece ho creato il panico, la settimana prima di natale la nuova documentazione del modello è stata discussa nel board meeting. CRO e CFO erano dalla mia parte mentre
gli altri erano terrorizzati all'idea di inviare quell'argomentazione al regulator, pensa che il CEO ha rifiutato di mettere la sua firma sulla lettera e ha chiesto al CRO di firmare al suo posto. 
E poi un altro aneddoto divertente, il mio capo ha presentato il nuovo modello al board, avrei dovuto andarci io ma ero a casa col figlio malato, prima del board meeting mi ha chiamato a casa perché voleva che le spiegassi ancora la differenza tra fiat e non-fiat currency e del perché gli Euro stati non erano fiat.

Ora aspettiamo la nuova risposta del regulator, ma ti posso anticipare che è quasi improbabile che accettino quelle argomentazioni per due motivi: il primo è che non credo che abbiamo le conoscenze tali da poter ribattere alla mia argomentazione, quindi più insistono e piùpiú li massacro; il secondo è politico (almeo credo) a tutte le altre banche svedesi (lo so tramite contatti) è stato vietato di usare PD = 0 sulla base di critiche totalmente sbagliate, anche per esposizioni con la Svezia in corono svedesi.
Purtroppo anche se le loro motivazioni contro la mia PD = 0 saranno ovviamente sbagliate, temo che chi sta sopra di me ceda e ci obblighi a fare come vogliono loro. Io ho addirittura chiesto, in caso di risposta negativa, di organizzare un meeting con il regulator in modo da discuterne faccia a faccia ma la vedo molto dura che accettino.
Comunque io finché riesco vado avanti perché questo argomento mi sta particolarmente a cuore!

Ora ti sembreró un incosciente o un pazzo ma ho in mente di fare una cosa il prossimo anno. Con i soldi che ho da parte volevo organizzare una piccola conferenza/incontro sullo stile di quella che avevi fatto tu ”Come l'Eurozona distrugge l'Italia” invitando il maggior numero possibile di persone che lavorano nel mio settore e non (a seconda dei posti).
Pensavo di creare qualcosa mettendo insieme la tua presentazione ed integrandola con quello che mi sono studiato via via sull'argomento; sulla carta sarebbe un gran cosa a mio parere, poi devo vedere se riesco a farlo.
Quello che tu avevi detto in quella conferenza più tutto quello che dicono i vari Wray, Mosler, Fullwiler, etc. è troppo importante perché la gente non lo sappia, se gli e lo scrivo sotto forma di articolo tanto lo leggono e pi se ne dimenticano (oppure ne leggono metà e poi si annoiano), se gli e lo faccio sotto di forma di mini conferenza magari qualcosa gli rimane.

Ora ti lascio e spero di non averti annoiato troppo con questa email lunga, se ti interessa ti farò sapere come si evolve la vicenda.


FM
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Barnard risponde:

Ciao, quello che mi dici in termini tecnici lo sapevo a memoria. Il problema rimane quella Copernicano. Ci vogliono secoli perché sti fessi capiscano come funzionano veramente i sistemi monetari. Le banche sono il Creditore OPTIONAL di ultima istanza, quando il gov dovrebbe essere il FINANZIATORE primo di prima istanza. Che cazzo di problema c'è se io cittadino cerco un optional e mi danno un PD di merda? Ok, rinuncio all'optional, ma mica perdo casa, lavoro, istruzione e sanità ecc.., ho il gov che con moneta SOVRANA mi fa il FINANZIATORE di prima istanza. Ora, se vuoi svegliare sti cretini delle BC (Wray mi disse una volta "ogni volta che gli parlo mi guardano come se mi stesse spuntando un corno in mezzo alla fronte") prova a invitare Mosler o la Kelton. Ma ti do lo 0,1% di chances di convincere i tuoi boss. PB