[Paolo Barnard]

UNA VOCE IMPORTANTE SUL PORCO PASOLINI.


Mail da un ex ragazzo che ricorda.

Era il 1982 e prestavo servizio militare a Roma …. All’epoca ero un giovane ventunenne toscano arrapato e come usavano fare parecchi commilitoni, decisi di passare due ore in un cinema a luci rosse in piazza dei Cinquecento …  mi ricordo che la sala era quasi deserta , ma,  nonostante le sedie del cinema fossero tutte libere un signore  sulla cinquantina , quando mi vide , si spostò e si mise a sedere proprio accanto a me; io al momento , giovane provinciale, non avevo ben focalizzato  la situazione che però capì immediatamente quando arrivò la palpata .... 

La mia reazione fu  quella che si usava avere a quei tempi e il tipo si ritrovò sdraiato nella fila delle sedie di dietro con il naso rotto …. 

Ancora oggi ho il ricordo vivo di quel momento, intendo dire, il ribrezzo misto a rabbia, una cosa che non si scorda .

Posso facilmente immaginare quali danni, le depravazioni di Pasolini possono aver provocato nella mente di un minore sottosviluppato culturale che nel 1970 si prostituiva per misere cose.

Certo è che il “poeta “ aveva gli strumenti per capire quello che le sue pulsioni patologiche provocavano in quelle deboli menti che diceva di amare.

Fa parecchio da pensare come la sinistra italiana, ipocrita e falsa fino al midollo osseo, ha fatto di quest’uomo una specie di santo laico quando, al contrario, nelle migliore delle ipotesi era solo un poveretto incapace di controllare le sue pulsioni di morte. Bene! Hai fatto bene, a dire questa verità! è giusta pure la forma e il linguaggio che hai usato!