[Paolo Barnard]

IL FIAMMIFERO ACCESO E LA POMPA DI BENZINA. AUGURI.

 

Mentre Renzi… la Mafia a Roma…

Immaginate che mentre voi discutete alla riunione di condominio del parcheggio fuori e dei ladri di biciclette in cortile, qualcuno con un fiammifero acceso si sta avvicinando alla cisterna del gasolio del palazzo che perde da giorni. Ecco questo vi sta succedendo, mentre voi Renzi… la Mafia a Roma…

Ho già scritto di come il crollo del prezzo del petrolio comandato dai Sauditi col permesso di Obama per infastidire i suoi nemici stia minacciando tutta l’economia d’Europa e anche gli USA. Ma oggi si aggiungono dettagli da sudore ghiacciato.

La più grande banca d’investimento del mondo, il ‘Calamaro Vampiro’ Goldman Sachs, ha calcolato che i buchi bancari che oggi potrebbero essere causati dal crollo del prezzo del greggio sono arrivati a 1.000 miliardi di dollari. Perché? Perché PRIMA dell’inaudita mossa degli arabi di far crollare il prezzo ormai a quasi 50 dollari al barile (da oltre 100), centinaia di super mega progetti esplorativi di petrolio nel mondo, con appunto investimenti presi in prestito dalle grandi banche mondiali per 1.000 miliardi di dollari, furono lanciati. Eh sì, perché i grandi imprenditori avevano calcolato che investire ad es. 100 miliardi in un progetto poteva dargli un profitto se il prezzo del petrolio fosse rimasto almeno sopra ai 70 dollari al barile. Oggi è, ripeto, fra 50 e 60 e in discesa. Risultato: le mega banche che hanno prestato i 1.000 miliardi a ste mega imprese, oggi rischiano davvero di non rivederli mai più. Ok?

Ma facciamo un bel saltino indietro con la memoria al 2007. Tutti oggi sappiamo sulla nostra pelle di aziende fallite come mosche, di disoccupazione ai massimi storici, di giovani laureati che lavorano per 700 euro al mese, di suicidi, di perdita di sovranità, di interi Paesi moderni ricacciarti al medioevo (Grecia), perché nel 2007 scoppiò la più devastante crisi finanziaria della Storia dopo il 1929. Ok? E cosa la fece scoppiare? Eh? BANCHE CHE AVEVANO PRESTATO VALANGHE DI SOLDI E CHE LI VIDERO SVANIRE IN MILIONI DI PICCOLI FALLIMENTI A CATENA, ESATTAMENTE QUELLO CHE STA PER SUCCEDERE ALLE BANCHE OGGI coi soldi prestati per le avventure petrolifere. Oh! Oh! Auguri eh?

E qui stiamo parlando di investimenti in greggio che stanno saltando per colpa del prezzo del petrolio ai minimi, ma per lo stesso motivo sta saltando in aria anche l’altrettanto tronfia avventura del gas/petrolio Shale americano (quello estratto da argille) sempre finanziata da mega prestiti bancari, e allora la vera cifra della possibile bancarotta supera di molto i 1.000 miliardi di dollari che le banche vedrebbero evaporare… Hiroshima e Nagasaky.

A condire sto disastro epocale con una spruzzata di disperazione ci ha pensato una alto ufficiale petrolifero degli Emirati che il 14 dicembre a Bloomberg ha detto: “Noi non alzeremo il prezzo del petrolio anche se dovesse scendere a 40 dollari al barile”. Gli analisti di Sanford C. Bernstein hanno calcolato che basta che il prezzo del greggio rimanga a 65 dollari al barile per il 2015 e vi sarà il più enorme collasso degli investimenti in progetti della storia moderna.

Ora, unite i danni che già questa deflazione da crollo del prezzo del petrolio sta causando in Europa (leggete miei articoli precedenti) a ciò che ho detto sopra. Siamo già in crisi, e le grandi banche si stanno avvicinando con un cerino acceso alla cisterna di benzina della prossima crisi finanziaria globale, a distanza di soli 7 anni dall’altra.

Vado. Ma vi ricordo che la nostra Mosler Economics per l’Interesse Pubblico ha una regola Aurea della vera economia: “Non esiste crisi finanziaria o petrolifera che un sano aumento dei deficit di Stato non possa curare”. Stato, ripeto, MONOPOLISTA DELLA SUA MONETA E DEI SUOI PREZZI. Uscire dall’euro e tornare alla Lira con la Mosler Economics per l’Interesse Pubblico subito! E quanto sopra non ci distruggerà un’altra volta

(Mosler Economics per l’Interesse Pubblico)