[Paolo Barnard]

QUANDO TOCCA A VOI DONNE SENTIRVI COME NOI.

 

ATTENZIONE: il punto focale viene più sotto, ma seguite.

Questa conversazione accadde pochi anni fa. Io sono Paolo (P.), lei è R. Premessa: ci scambiammo foto via web, e io come al solito la prima cosa che la mandai fu il mio uccello, visto che da personaggio pubblico mi si vede faccia e corpo ovunque in ogni salsa, manca solo lui. Considerate che è un atto di coraggio da parte di un maschio, perché, come è accaduto oggi proprio a me con la mia famosa foto della mia erezione sul web, il rischio terrificante è che lei ti risponda “Bè, è… normale… nulla di che”, se non “Se devo essere sincera, è corto” (tale Pamela su Facebook). Lei mi mandava foto super sexy con intimo trasparente ecc., e devo dire che appariva come una gnocca, notevole. Io le chiedo di mandarmi una foto della sua passera, lei tentenna molto, poi mi manda una strana foto del suo pube fatta in piedi, e con appena accennata la passera più sotto. Non la foto della passera intera, labbra ecc. Ecco cosa succede:

P.: Ciao, se devo essere sincero, tu hai un fisico da Play Boy, ma quella foto di un pube con un quinto di passera visibile non mi è piaciuta. Scusa, ma sembra che hai la passera grassa, come se tu fossi 70 chili, poi mal fatta, scura. Però sembra... Mandami una foto dove si vede tutta.

R.: Ehhh????!!!! Ehhh????!!!! Nessun uomo in tutta la mia vita mi ha detto che ho una brutta passera!!!!!! Anzi, l’adoravano… Nooooo, la foto non te la mando, nooooo.

P.: Senti, te lo dico con chiarezza. Se quando ci vediamo io ti sfilo gli slip e la tua patata non mi piace, dopo 10 minuti io mi rivesto e andiamo in cucina a parlare di politica. Io sono fatto così. Scusa sai, ma tu se sfili gli slip a un maschio con un uccello brutto come la fame, cosa fai? Non essere falsa, ti crolla l’Eros, esattamente come a me.

R.: No, perché molto dipende dal coinvolgimento, dalla testa, e da tante altre cose…

P.: Quindi tu ti trovi con un tizio "testa coinvolgimento" ecc. che si toglie gli slip e ce l’ha brutto da far paura, storto, la cappella piccola, magari anche lungo, ma fatto da cani e tu ci passi sopra?

R.: Bè… bè... no, in effetti proprio no, ma certo non glielo dico così!

P.: Bella consolazione. Almeno io te l’ho detto prima, io non sono portato per il missionariato a letto. Comunque, senti, dalle foto precedenti non sembrava l’avessi così bruttina, ma forse era solo la foto. Mi mandi una foto completa della tua passera? Così almeno so se sei destinata a finire a rivestirci e ad andare in cucina a parlare dopo 10 minuti, lo so fin d’ora, e ti risparmio la pena.

R.: Cristo! ma così mi fai venire UN’ANSIA DA PRESTAZIONE! È… E’ ORRIBILE Paolo, non l’ho mai sentita prima in vita mia!

P.: OHHHHH! BENVENUTA NEL CLUB DEI MASCHI. Noi ci conviviamo dai 17 anni fino alla fine della nostra vita, con l'ansia da prestazione.

R.: Ma cosa credi? Anche noi donne entriamo nel letto di uomini nuovi con insicurezze di ogni tipo. Sarò erotica? E se non si eccita con me? E se preferisce altre? Ecc. Che credi?

P.: No, no, cara, non hai capito. Quelle insicurezze le abbiamo identiche anche noi. Cioè: e se non la faccio venire? E se non ci so fare? E se rimane delusa e non mi richiama più?.... ecc. In quei casi però almeno l’atto sessuale bene o male si consuma, e ciascuno si tiene i suoi dilemmi, e qui i giochi STANNO PARI. Ma nel caso di cui parliamo, in PIU’ noi abbiamo anche l’ansia da prestazione, cioè esattamente quella paura malefica dai 17 anni in poi di doverci rivestire dopo 10 minuti e finire in cucina a parlare perché LUI non si è mosso… Mi capisci ora? ESATTAMENTE QUELLO CHE TI HO FATTO PROVARE IO DICENDOTI “Se quando ci vediamo io ti sfilo gli slip e la tua patata non mi piace, io dopo 10 minuti mi rivesto e andiamo in cucina a parlare”. Capisci ora cosa temiamo noi? sempre, ad ogni incontro. Temiamo tutte le volte che ci accada quello che tu hai definito orribile, “È orribile Paolo, non l’ho mai sentita prima in vita mia! (l’ansia da prestazione)”. Ora capisci un po’ meglio cosa significa essere maschio? Cosa significa per noi sapere che possiamo rischiare sempre di finire in cucina a parlare dopo 10 minuti, perché il pisello che non si alza ha smorzato tutto l’eros, con lei che sorride compassionevole, come io ti sorriderei compassionevole se la tua patata bruttina avesse smorzato tutto il nostro eros, e finiamo in cucina a parlare dopo 10 minuti. Capisci ora che per te è la prima volta che ti capita si sentire questa paura, noi invece l’abbiamo che ci soffia sul collo tutta la vita… dopo 10 minuti ci rivestiamo e andiamo in cucina a parlare...

La ragazza R. è stordita, nel pallone, non sa se dirmi che vuole piangere o cosa. Ma le parole che contano le ha dette, eccome che le ha dette: “... UN’ANSIA DA PRESTAZIONE! È… ORRIBILE Paolo, non l’ho mai sentita prima in vita mia!” Le ha dette e sono incancellabili. 

Come chiunque comprende, non è possibile far sentire veramente a una donna cos'è l’ansia da prestazione (e i suoi orrori) stando sull’atto sessuale in sé, perché lì le donne, al contrario di noi maschi, non possono fallire mai… malissimo che vada aprono le gambe, uno sputo nella mano, la passano sulla passera e via… lui entra (salvo malattie rare di lei). Poi possono anche fingere di venire ecc. Ma se porti la donna su un piano bizzarro e pazzoide come quello su cui io portai quella ragazza, allora sì! ecco che l’incubo “dopo 10 minuti ci si riveste e si torna in cucina a parlare perché la tua è inguardabile (IDENTICO A IL TUO NON SI ALZA)” si palesa anche dentro di loro per la prima volta, e capiscono DAVVERO cosa comporta per noi maschi come risultato finale ed umiliate L’ANSIA DA PRESTAZIONE, “dopo 10 minuti ci si riveste e si torna in cucina a parlare”… L’ha capito quella ragazza, ma ci è voluto un pazzoide come me… Le altre non lo capiranno mai davvero.

Bè, non so se R. mi ha perdonato. Ma non m’importa. BIG CALM