[Paolo Barnard]

E SE MI SUICIDANO?

 

La cosa nasce così: mi chiama il gestore della mia pagina Facebook, il geniale Nicolas Micheletti, e mi dice: “Paolo attento, stai parlando da troppo tempo della tua depressione e hai di fatto lodato il suicidio di Kevin Carter. Tu sei uno molto scomodo, nessuno è riuscito mai a ingabbiarti, e se ti fanno fuori, cioè se ti ‘suicidano’, gli sarà facile farla passare per una tua decisione di toglierti la vita, normale in un depresso. Pensaci”.

Eh… In effetti. Una sera mi rubarono le chiavi di casa in un bar, l’uomo fu visto da parecchi. Lì scattai fulmineo e corsi dai Carabinieri per denunciare il fatto e mettere a verbale che “… se mi trovate 2 kili di cocaina nascosti in casa nelle prossime ore, sappiate che mi sono state rubate le chiavi da 20 minuti”. Ok. Ma al pensiero di Nicolas non ero mai arrivato.

Bene. Rimedio qui: se non mi ha ammazzato quello che ho visto nel mondo; se non mi hanno ammazzato i tradimenti, le espulsioni, le persecuzioni del mondo dei media che ho subito; se non mi ha ammazzato la consapevolezza che 30 anni di mie lotte senza tregua per Un Mondo Migliore non sono servite a nulla…

… Allora di certo non mi ammazzo io. E sapete perché? Perché io sono molto, ma MOLTO più mastino di qualsiasi traditore, di qualsiasi criminale politico, o di qualsiasi orrore mi sfiorino nella vita. Sono nato così. Ho l’odio dell’ingiustizia nel sangue, e non mi ferma nulla.

E se volessimo farne un’interpretazione psicanalitica, potrei dire che mi pervade una cattiveria spaventosa, demoniaca, identica a quella degli sterminatori del Vero Potere… ma per qualche strano caso essa in me si è girata dalla parte della compassione e dell’odio per la sofferenza umana.

Quindi se domani saprete che ho spiccato un bel volo da un ottavo piano, o altro di questo genere, non l’ho deciso io. PB