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SAMANTHA COMIZZOLI, ISRAELE, E LE VOSTRE POLTRONE.

 

Samantha Comizzoli è un’attivista pro Palestina di Ravenna. E’ stata fotografata nei Territori Occupati mentre celebra il rapimento di 3 ragazzi israeliani ebrei da parte di anonimi palestinesi. Ha sbagliato, e ancora prima che poi i 3 ragazzi fossero ritrovati morti. La resistenza a un mostro genocida che usa metodi nazisti da 60 anni, di nome Sionismo (oggi Israele) – e che non si fece premura di offrire alle SS di Hitler aiuti militari durante l’Olocausto purché incoraggiassero l’emigrazione ebraica in Palestina – non si fa rapendo 3 ragazzi nati 40 o 50 anni dopo la decisione di Ben Gurion, Yigal Allon e di Moshe Dayan di sterminare i palestinesi con tecniche da ghetto di Varsavia. No Samantha, questo è sbagliato. Lo sai. I palestinesi sono le vittime storiche dell’Apartheid genocida di Tel Aviv, condannata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, da Jimmy Carter, da Mandela, e da mille inutili sentenze della Alta Corte dell’Aja. Ma quei 3 ragazzi non dovevano essere rapiti, meno che meno ammazzati. Se la resistenza al genocidio usa gli stessi metodi dei genocidi, è finita. E tu Samantha non dovevi fare quella foto.

Ma…

Vedete, voi che dalle poltrone di Milano, Pescara o Genova, voi con la scelta stasera se vedere i mondiali o farvi la pizza coi vostri bambini, voi che giudicate i ‘barbari’ palestinesi mentre consumate il carpaccetto all’aceto balsamico nel ristorantino dietro casa, voi non capite una cosa di chi ha scelto, come Samantha, di vivere di persona un genocidio contro un popolo inerme, che sono proprio questi palestinesi. Ed è che la violenza inimmaginabile perpetrata da un attore di Potere, finisce poi con l’inquinare tutti, e non solo le vittime, ma anche la resistenza a quegli orrori. Vero è che i Partigiani d’Italia fucilarono schiere di poveracci di fatto innocenti dopo la caduta del Fascismo, magari proprio ragazzini adolescenti colpevoli solo di essere stati scoperti con uno stemma Balilla in casa. Orrendo. Ma oltre 20 anni di barbarie nazi-fasciste fecero questo a chi vi si opponeva, li esasperarono al punto da perdere la ragione. Ricordo che durante una visita al Mausoleo di Monte Sole, sede di una delle più atroci carneficine nazi-fasciste di tutta la guerra, fui percorso da un senso di tale furia contro quelle belve armate che se mi avessero fatto assistere allo sgozzamento dei loro figli avrei probabilmente approvato. Avrei pensato: è una genetica da estinguere per sempre. E  lo so, avrei sbagliato in modo terribile. Ma questo fa fare, o anche solo pensare, l’inimmaginabile barbarie.

Samantha Commizzoli assiste tutti i giorni a un genocidio, quello di Israele contro i palestinesi, che voi lettori non conoscete, non ne conoscete i dettagli, che sono appunto inimmaginabili da quanto sono osceni. Io l’ho visto quel genocidio, e ci ho scritto un libro documentatissimo. Samantha ha perso la ragione per un attimo. Si correggerà. Ma voi, finito il dolce in pizzeria stasera, non osate giudicare.

 


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