[Alcune considerazioni su...]

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Perché noi perdenti siamo perdenti. Voi lettori dovete capirlo.

 

Un importante talk show di Canale 5 ha dedicato un servizio ai cosiddetti nuovi Guru dell’informazione alternativa, quelli che non compaiono sui mass media ma che hanno un seguito in Rete. Citati eravamo, io, Becchi, Chiesa e Bagnai. Il conduttore a un certo punto dice ai presenti che sta gang di alternativi raccoglie fans a iosa, e infatti “ogni giorno mi scrivono di invitare Barnard”, dice il tizio. E via discorrendo.

Ma non ci invitano, e i quotidiani importanti non ci intervistano, né accettano nostri contributi, e lo stesso fanno le radio che contano. Motivo per cui noi cosiddetti Guru alternativi rimaniamo nel limbo di un’audience da poche migliaia, mentre i Travaglio, Guzzanti, Gomez, Grillo o Gabanelli – tutti inutili venduti – viaggiano sui milioni di lettori, ascoltatori e spettatori. Cioè: noi non esistiamo e non spostiamo una cippa. Loro invece contano e sicuramente spostano più di noi.

Ora, in Rete noi siamo seguiti da, appunto, ristretti gruppi di persone che hanno però preso l’abitudine di considerarci un po’ come una loro elite privata, una sorta di loro club esclusivo di informatori-nicchia, tutti per loro e che proprio perché ‘loro’ non dovrebbero preoccuparsi affatto di espandersi fra l’audience. Anzi, sia mai! Non saremmo più la loro nicchia elitaria.

Ma, cari nostri lettori, a voi sfugge il fatto che chi è portatore di un contenuto sociale di estrema urgenza e importanza, DEVE avere la maggior audience possibile. Il femminismo ha sfondato l’orrore retrivo delle società maschiliste solo quando i grandi quotidiani diedero spazio al sacrificio delle prime femministe negli anni ’20. Greenpeace era un gruppo di sfigati che mandavano newsletters a 4 gatti, ma è diventato un fenomeno mondiale e ha cambiato la Storia solo quando attraverso i loro esploit acrobatici e mass mediatici hanno raggiunto audience di centinaia di milioni. Cioè: i risultati si ottengono quando e solo quando si viene divulgati a sufficienza per creare opinione pubblica. Se la ME-MMT che io porto avanti fosse passata in prima serata regolarmente negli scorsi tre anni, e poi sui quotidiani maggiori, oggi l’Italia sarebbe in Parlamento a votare proposte di uscita dalla catastrofica Eurozona.

Invece il sottoscritto è qui, in sto buco di Rete e Twitter, con una miseria di audience (con tutto il rispetto) a confronto dei sopraccitati strafamosi e delle loro masse immani di seguaci. Relegato qua, i contenuti salva-vite e salva-nazione che porto avanti rimangono ignorati là dove conterebbe, e milioni soffrono e soffriranno. E come me, sono sostanzialmente ignorati dal grande pubblico gli altri miserrimi miei compagni del drappello dei cosiddetti Guru alternativi dell’informazione. Che gli piaccia o meno.

Dai, è inutile menarcela. Siamo dei perdenti, e soffocheremo assieme a tutto ciò che invece potevamo dare. Accettatelo, a voi costa molto di meno che a me.

Ora ingoio l’amaro destino e torno al mio lavoro.

 


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