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Perché non andrò alla Gabbia di Paragone.

 

La Gabbia de La7 con Gianluigi Paragone mi ha invitato. Scrivo qui per chi mi segue e non mi vedrà in quel programma.

Primo, la trasmissione ha mantenuto tutti i catastrofici difetti della scorsa stagione, e li ha peggiorati. Un caos, troppi ospiti, non si capiva nulla dei temi seri, poi… Travaglio e Santanché su Berlusconi in prima serata per un’ora, roba da piangere, con la tragedia del Paese tenuta in seconda serata in un guazzabuglio inguardabile. Bravi. Gli autori sono riusciti nell’impresa di produrre un programma peggiore dei peggiori talk-show correnti. Un record. Paragone è un giornalista di serie D ultimo girone, proprio non è capace di fare informazione. Giudicate voi un giornalista che scrive di suo pugno "Ma perché fai parlare Tizio così poco? Ma perché non affrontate questo argomento e basta? Semplice perché fanno scappare i telespettatori", esattamente come Striscia la Notizia.

Io lavoro in questo Paese per proporre una salvezza nazionale a fronte di una tragedia nazionale. E’ come se operassi al cervello un paziente gravissimo. Non posso farlo nel mezzo di un mercato di quaglie starnazzanti. Non è quello il posto per la Mosler Economics Modern Money Theory, e mi rincresce che alcuni nostri attivisti accettino di stare a fare i fessi a La Gabbia. Non dovrebbero stare lì.

Non mi obiettate che vale la pena stare nel mercato delle quaglie Tv perché magari si convince qualcuno a casa, o perché magari poi qualcuno mi chiamerà altrove. Sciocchezze. Convinco cento volte più cittadini con un articolo ben scritto e dove la persona capisce veramente i temi. L’idea poi che qualcuno nei media mi veda a La Gabbia e quindi mi faccia apparire in altri media è inesistente. Capitelo chiaro: io sono la peste nera per chiunque, ero nei media nazionali e mi ci hanno cacciato. Non mi riprenderanno mai più. Punto.

Ultimo: la visibilità di cui tutti siete ammalati, la Cultura della Visibilità massmediatica che ha distrutto il tessuto civile dell’Occidente, è una tentazione fortissima, in cui tutti cadono, tutti, per poi essere così annullati dal Vero Potere. E’ una trappola micidiale, infatti l’ha creata il Vero Potere. Paolo Barnard non ci casca.

Spero di essere stato esauriente. PB

p.s. Due cose su sto Alberto Bagnai, che è veramente una zecca. Sto tizio, che pur di essere da Paragone dava via un rene, e infatti lui ci è andato, ora frigna. Cavoli suoi. Ma mi hanno però detto che nella frignata ci ha messo che io lo avrei bersagliato di invettive e che lui non mi considera. La realtà è che sfido chiunque a trovarle quelle invettive, che non esistono, e al contrario fu lui a farsi un nome, da sconosciuto totale quale era, insultando me per anni. Poi sto tizio reclama per sé l’aver aperto il dibattito sull’euro in Italia. Peccato che quando noi ME-MMT facevamo a Rimini il più grande convegno di economia del mondo proprio sulla crisi euro, lui ancora aveva 5 seguaci sul suo blog e non aveva fatto nulla. Insomma, sto tizio è arrivato ‘dopo la puzza’ sull’eurocrisi, come si dice dalle mie parti. Fine p.s.


 


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