[Alcune considerazioni su...]

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Ma non dovevano emergere? (e di nuovo la tua economia va a ramengo)

 

Tutti sulla riva del mare a scrutare la superficie per vederli emergere. E scruta e ri-scruta, tutti eccitati alla prima increspatura dell’acqua, ecco sì!... sì!... Ah, no, sembrava. Forse domani? E di nuovo a scrutare. Poi un bel giorno di luglio del 2013, di colpo un cazzo di sughero emerge balzellando con una bandierina bianca che dice “Sorry, non emergerà una cippa lippa di niente, ci scusiamo per il disagio arrecato”. Ops…

Eh sì, perché da quanti decenni sono che ci triturano i cosiddetti con sta storia dei Paesi Emergenti? I Paesi in via di Sviluppo? Tutti lì ad aspettare che emergano, e soprattutto tanti nel mondo dei soldi a investire come pazzi da loro perché di certo, si diceva appunto, sarebbero emersi! Emersi con le casse piene e tanti soldini che giravano. E fra i tanti investitori, cari signori pensionati e signore pensionate che avete dato retta alla CGIL e avete optato per il TFR nei fondi pensione privati, ci sono anche quelli che hanno i vostri soldini da far fruttare. Bé, non frutteranno poi così bene adesso, almeno la parte investita i quelle nazioni. Infatti in America c’è una grande istituzione finanziaria che si chiama Citigroup, molto solenne, che ha dichiarato pubblicamente la fine del sogno: “La storia della crescita dei Paesi Emergenti è morta e sepolta”. Poff… Urg! Snort!

Ma c’è dell’altro nel dipartimento delle cattive notizie su sti Emergenti. La loro ricettina economica del super export che causava super crescita che pompava l’economia di quei Paesi è fallita. Anche perché noi ricchi siamo messi così male che abbiamo molto calato i nostri acquisti da loro. Ed è anche vero che quindi, nel solito cane che si morde la coda, molte delle nostre speranze di trovare in nazioni come il Brasile o come l’India mercati pronti a comprare sempre più le nostre cose, vanno ora in fumo perché noi stessi li abbiamo messi in crisi. Un casino, davvero.

E’ estate, e a leggere qui ci saranno sì e no 23 persone. Non mi dilungo. Ma sappiate che se davvero questi Emergenti rimarranno immersi nelle profondità per ancora molto tempo, qui da noi è un diastro. E qui da noi significa proprio posti di lavoro e aziende italiane. Infatti il sopraccitato cane che si morde la coda della crisi dei Paesi Emergenti è anche questo: hanno assaporato un po’ di crescita negli ultimi anni – i loro cittadini hanno assaporato qualche agio finalmente (dopo secoli) – oggi pretendono ancora agi e protestano violentemente se non arrivano – questo fa sì che non è più tanto facile per l’aziendina italiana delocalizzare manodopera da loro con stipendi da fame – e, come detto, non è più neppure tanto facile vendergli i nostri prodotti, visto che sono in crisi, per cui qui a Cantù, o a Pescara, o a Treviso suonano note amare -  infine, siccome l’Eurozona sta ammazzando la ricchezza europea, noi non possiamo più neppure aiutarli (per far sì che loro aiutino noi) comprandogli il loro export in quantità adeguate. Evvai! Il cane si è mangiato la coda.

Io ve l’ho sempre detto: l’economia dei bravi signori seri con la faccia da primario che vedete in tv è un manicomio criminale a piede libero. Viva la MEMMT! (cos’è? fai un google)

 


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