[Alcune considerazioni su...]

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5. La Storia dell’Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar.

 

Premessa:

Lollo, capire chi sono gli uomini che hanno pensato l’economia del mondo ti permette di capire perché oggi hai un calo di fatturato, di reddito, devi licenziare, e soprattutto ti permette di agire per salvarti il sedere. Se no rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano. Ok Lollo? Dai, mettiti d’impegno.

 

Io lo so Lollo, che il fatto che non ti arriva più il mio Ribolla preferito è solo perché mi odi e non lo ordini. Ma io indefesso! Marx non si può ignorare.

La seconda parte riguarda l’analisi che Marx fece dell’origine del profitto. Cioè: si chiese cosa veramente determinava il profitto per i capitalisti e per il popolo, per l’intera società. Non è un tema da poco, e ti spiego perché. Pensa che ancora oggi la maggioranza degli economisti e della gente proprio non capiscono un accidenti di cosa produce profitto. Pensano spesso che basta che il settore privato si sviluppi libero, basta che esso faccia girare denaro, e la nazione diventerà ricca. Una cretinata di proporzioni ciclopiche, perché invece la questione è ben più complessa. Ma io te la spiego semplice.

Allora, ritorniamo ai tempi di Marx dove avevamo i seguenti attori: i Re, i nobili, la Chiesa, cioè i parassiti, ma sempre meno potenti; poi c’erano i capitalisti borghesi, quelli delle fabbriche e dei commerci, sempre più potenti; poi i soliti sfigati, cioè le masse divise fra poveracci, contadini e operai. Naturalmente i consumi allora erano guidati soprattutto dalle prime due classi, e molto poco dalla massa. Ma Carlo Marx non era un genio per nulla, e lui pensò a come si sarebbe sviluppata la società capitalistica, e comprese che in effetti in un futuro non troppo distante la cosiddetta massa degli stipendiati avrebbe consumato la maggioranza dei prodotti, semplicemente per una questione di numero. E lì Marx pose la sua analisi del come si sarebbe originato il profitto per tutti.

Disse: i lavoratori prendono lo stipendio e poi lo spendono, ok? Le macchine, che sempre più popolano le fabbriche, invece no. Quindi l’unica forma di guadagno reale per i capitalisti sarà la massa degli stipendiati grazie proprio agli stipendi che gli stessi capitalisti gli pagano. Ora, Lollo, tieni conto che qui Marx considera le categorie di capitalisti e lavoratori ciascuna nel loro insieme, cioè tutti i capitalisti della nazione come gruppo e tutti i lavoratori di quella nazione come gruppo. Ok?

Allora, lui dice: se i capitalisti guadagnano dai loro stipendiati, questo significa solo che ai capitalisti ritornano indietro i salari che hanno pagato a quegli stipendiati. Quindi zero profitto. E allora come fanno i capitalisti a guadagnare un profitto netto? Risposta: ci deve essere per forza un altro settore dell’economia esterno a quello di capitalisti/lavoratori che compra la loro roba, così i capitalisti intascheranno soldi nuovi che non hanno precedentemente già speso per pagare i salari. Bene. Ma se è vero che, esclusi quei parassiti di Re e nobilastri, ci sono solo due settori, cioè capitalisti e lavoratori, dove diavolo lo andiamo a trovare un altro settore? Già…

Marx allora prende la lente d’ingrandimento e guarda più da vicino sti due settori di capitalisti e lavoratori, e scopre una cosa importante. Scopre che in realtà il settore dei capitalisti è composto da 2 settori, non 1. C’è il settore che fa prodotti di consumo (scarpe, cibo, legname, mattoni, mobili, vestiti…) e il settore che crea i mezzi di produzione per fare quella roba (le materie prime + le macchine). In realtà Marx chiama questi 2 settori col nome di ‘dipartimenti’, te lo dico Lollo perché so che tu giochi a biliardo con dei luminari, e non voglio farti fare una figura di cacca. Ma per nostra comodità qui noi li chiameremo sempre settori. Ok. Quindi abbiamo

A) il settore dei mezzi di produzione

B) e quello dei prodotti di consumo.

Marx dice: gli stipendi di tutti quelli che lavorano nel settore dei mezzi di produzione saranno spesi per comprare i beni di consumo del settore dei prodotti di consumo, così i capitalisti di questo settore faranno soldi nuovi che non hanno pagato in stipendi ai loro lavoratori. Ok. Ma allora come fanno profitto i capitalisti del settore dei mezzi di produzione? No Lollo, non come dici tu. Infatti se i capitalisti e i lavoratori del settore dei prodotti di consumo si mettono a comprare i mezzi di produzione, questo significa che i soldi pagati in stipendi dal settore dei mezzi di produzione semplicemente gli ritornano indietro. E……. Non c’hai capito un cazzo? Ok, aspetta, ragiona…

… ricordati che gli stipendi pagati ai lavoratori del settore dei mezzi di produzione sono il profitto del settore prodotti di consumo. Quindi quando il settore prodotti di consumo va a comprare i mezzi di produzione, esso pagherà con quel profitto, che è appunto gli stipendi pagati dal settore mezzi di produzione ai suoi lavoratori. Quindi al settore mezzi di produzione gli ritornano semplicemente indietro gli stipendi pagati: no profitto. Grosso problema.

Marx qui si pianta. Cristo, ma come fa sto settore sfigato dei mezzi di produzione a fare profitti? Pensa che ti ripensa, Carlo ci arriva! Dice: evidentemente, siccome abbiamo detto che il profitto viene solo da un settore esterno al tuo, dove tu non gli paghi i salari o dove non ti tornano indietro i tuoi salari già pagati, allora da qualche parte ci sarà un settore esterno sia ai mezzi di produzione che ai prodotti di consumo, così che il primo, i mezzi di produzione, possa far profitti. E dove sta? Marx dice: sta nel governo, cioè lo Stato, oppure nelle altre nazioni estere. Infatti se lo Stato si mette a comprare i mezzi di produzione, spenderà soldi che i capitalisti dei mezzi di produzione non hanno già pagato in salari, e lo stesso vale se le nazioni estere li compreranno. Evviva! Ci siamo arrivati.

Poi Marx, sempre molto riassumendo, disse anche un’altra cosa mooolto intelligente: ma che succede se i lavoratori, se lo Stato, o se il settore estero, non spendono i loro soldi, magari per risparmiare o perché ne hanno troppi pochi? Bé, ovvio, i capitalisti non venderanno abbastanza prodotti di consumo o mezzi di produzione e andranno in cacca assieme a tutta l’economia.

Ora, ATTENZIONE Lollo, sull’attenti, bevi il quinto caffè. Qui Marx intuisce due concetti immensi.

A) è inutile sperare che il tuo settore da solo possa far profitti e quindi generare ricchezza. Ci deve sempre essere un settore esterno al tuo che ti dà dei soldi al netto degli stipendi che tu già paghi, se no ciccia.

B) è la spesa (investimento) che fa funzionare un’economia, mentre il risparmio o la non spesa la fanno impantanare.

Sono due concetti che come vedrai fra un po’ guideranno tutta la storia successiva, ma soprattutto che ancora oggi sono attualissimi. Primo perché a noi sti disgraziati di economisti di moda ci insegnano che un singolo settore (privato) può benissimo far profitti (cazzata); secondo perché le Austerità imposte dall’Europa ci dicono che tutti, gente e Stato, devono spendere meno e risparmiare (proprio quello che fa impantanare l’economia, come intuì Marx). Guarda che gran parte del collasso economico di oggi viene da lì sai?

Ok Lollo, vedo che stai ingurgitando Maalox da mezz’ora, va bene, con Marx finisco qui, giuro! (e mentre esco sento Lollo dal bagno che canta “baaandiera rossa la trion-fe-rà… giù per i cessi de-lla cittààà!”)


 


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