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Il brutto Paragone con Bagnai. E la felicità.

 

Il brutto:

E ci risono. Il mio insider di Milano, già menzionato in un precedente pezzo, persona molto vicina all’Opus Dei, mi aveva avvisato “Gianluigi Paragone ti sta usando, non ti fidare di lui”. E io invece mi sono fidato. Ma quanto coglione può essere uno come me che ha vissuto 10 anni in RAI (da esterno), che ha scoperto chi veramente è la Gabanelli, che sa perfettamente che nessuno in RAI neppure fa l’usciere se non è un leccaculo di partito. Ho creduto in Gianluigi Paragone, che l’estate scorsa mi chiamava quasi ogni giorno per essere edotto sull’Eurozona, che mi stringeva la mano. Gli ho creduto a sto leghista.

Avete visto ieri sera con chi ha infarcito la sua grande occasione in prima serata? Con Alberto Bagnai (di cui mi sembra di ricordare, ma sicuramente mi SBAGLIO, che Paragone avesse un’opinione piuttosto bruttina 4 settimane fa) e con la signora Salvador, ricordate? Quella che dopo avere succhiato il sangue a gratis dalla MEMMT a nostre spese si presentò da Santoro a fingere che quelle erano le SUE idee, ed è diventata un’eroina nazionale. Colpa mia, e non lo dico con finta contrizione. Sono un…? un….? Sì, coglione. Mi fido di sta gente. Coglione che sono.

Bagnai, economista come ce ne sono 30.000 al mondo che ha studiato per 30.000 anni per non arrivare a capire niente di economia, quello che se non c’ero io e Mosler da insultare (“fascista, merda, Donald Duck” io, e “scarto sputato dalla vita” Mosler) nessuno l’avrebbe mai notato in rete (e non solo), che ha leccato il deretano a Grillo pur di emergere e che oggi ce l’ha fatta, come ce la fece Ciarrapico, come ce la fece Baudo, e la Canalis. Bagnai, quello che sprizza liquido biliare su chiunque mi menzioni, insultandoli senza pietà, e infatti se cliccate sul suo blog sentite quella orrenda puzza che sentono in chirurghi quando drenano la bile da una patologia.

Non è assolutamente una coincidenza che Paragone abbia addobbato il suo varo in prima serata con i due peggiori personaggi che la Mosler Economics MMT abbia mai incontrato in Italia.


La felicità:

Ieri ero in un negozio di elettronica. Un anziano signore mi fissa, poi con mano tremolante estrae il cellulare e chiama qualcuno, cui dice “Aldo! Aldo! C’è Barnard qui, giuro! Giuro! Aldo te lo passo, aspè, te lo passo…” Suo nipote è un mio lettore ed era emozionato al telefono. Sono stato gentile. Alla fine l’anziano mi dice “Ma lo sa che ogni sera mio nipote mi tiene un’ora davanti al computer per insegnarmi quello che lei dice?”.

Mi fermano un ragazzo e la sua fidanzata per la strada, vogliono la foto con me. Ok. Lui mi guarda alla fine e ha gli occhi lucidi, non scherzo. Alza il braccio destro e chiude il pugno, poi di dice “Non mollare Paolo”.

Una mamma mi scrive questo: “L’altra sera mio figlio di 6 anni mi ha detto ‘Ma quando viene a cena Paolo Barnard?’. Lei è diventato uno di famiglia, io e mio marito parliamo di lei molto, forse troppo spesso…

Questa è felicità. Grazie signore anziano, grazie nipote, grazie fidanzati, grazie genitori, grazie bambino. Grazie.

Paolo

 


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