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Un inedito di Jean de la Fontaine (@imprenditori d’Italia)

 

C’era una volta una cicala imprenditrice, tutta diversa dall’altra cicala canterina. Questa lavorava sodo, eccome, faceva arredi per ristoranti, e che scic! Cristalli e marmi nel banco bar, gran design, modulistica e legno fino. Il made in Italy come vanto.

C’era una volta una formica operaia, lavorava per la cicala, ironia della sorte, eh?

Un brutto giorno la cicala chiamò quella formica, e altre 50 sue compagne, e gli disse: “Son spiacente, licenziate! L’efficienza vi ha dannate. Meno bocche qui al lavoro, per l’azienda è tutto oro!” Immaginate le formiche, il dramma.

Cosa era successo? Era successo che poco tempo prima una cavalletta in giacca e cravatta si era presentata dalla cicala con una bella storia da raccontare. Parlava fino, e le disse “I dipendenti, pelandroni, sono come dei limoni. Tu non sai: ne spremi uno e due ne avrai!”. La cicala si era illuminata. “E’ vero!” aveva pensato, la produttività! ottimizzazione delle risorse umane! slimming down! outsourcing dove è possibile! Si fanno più arredi e si pagano meno stipendi! E così aveva fatto. Via 50 formiche, a casa.

La voce poi si era sparsa, infatti quella cavalletta in cravatta era balzata da lì all’azienda del calabrone, poi a quella del coleottero, e poi a quella della coccinella, alla multinazionale della mantide, e via così per tutta la filiera nazionale… produttività! ottimizzazione delle risorse umane! slimming down! outsourcing dove è possibile! Sforneremo più prodotti, pagheremo meno stipendi!

Una festa della modernità aziendale. Un funerale per le 50, più 400, più 34, più 98, più 311, più 1.032, più 23, più 67… e mille e mille altre formiche a casa, senza lavoro. No lavoro, no stipendio.

Passa dunque un anno. Un bel giorno la nostra povera formica incrocia per la strada la cicala imprenditrice. E sorpresa delle sorprese: indovinate chi c’aveva un muso lungo da toccare in terra? un broncio cotto come una pagnotta bruciata? Era la formica? No. Era la cicala. Cosa mai era successo? “E’ successo che non so!!”, sbotta la cicala dopo un po’. “Non si vende un accidenti! Non si trovano clienti! Meno ordini i primi mesi, a fine anno siamo stesi!! La mia azienda è un modello! Si lavora a martello! Soldatini efficienti! Non si vedono indolenti… Ma lo stesso siam piantati, soprattutto i fatturati!” concluse stizzita.

La buona formica si appoggiò al muro, e senza neppure guardare la cicala disse: “Licenziati, cassintegrati, tasche vuote, buie note. E se ci mancano i contanti chi li riempie i ristoranti? I coperti sono calati, i gestori desolati. L’arredo vecchio basta e avanza. Farlo nuovo? Si fa senza”.

E se ne andò, aggiungendo non sonoro “Cogliona”. Almeno quello!

(Nota dell’autore: adesso, mia cara cicala, chiama quelli incravattati della ‘produttività’ per vendere i tuoi arredi, e fatteli pagare con un testo di macroeconomia dal titolo “Le dinamiche della Domanda Aggregata”. Oppure accetta di capire che il dogma economico che ti vendono ogni giorno è una truffa, e che se ti studi i bilanci settoriali di Keynes, Kalecki e Godley capirai come salvare la vita della tua azienda, assieme a tutta l’occupazione necessaria a creare quel circolo virtuoso di investimenti, spesa e consumi per tornare a vendere e per dare reddito a chi ne ha bisogno, a tuo vantaggio. Noi siamo a tua disposizione, www.democraziammt.info.)

 

 

 

 


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