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GIOVANI ITALIANI: URGENTE, DA LEGGERE. (indovinate chi l’ha pubblicato?)

 

Sei giovane fra i 16 e i 25 anni? Questo per te è vitale, anche se duro, ma devi spere. Leggi.

Mi è gratificante scoprire che al massimo livello economico e strategico internazionale scrivono esattamente quello che vi scrivo io da tempo. Ma la soddisfazione personale è del tutto cancellata dal fatto che gli Italians su ste cose sono all’era delle caverne. Ho sentito uno come Bersani blaterare ancora parole mummificate come programma elettorale, le stesse degli anni ’70. Da uccidersi. Ma ok, ci sono io kids. Read on.

TROVARE LAVORO, LE REGOLE INDISPENSABILI.

Vi offro le ormai certezze tratte da un eccezionale lavoro di collage di diverse ricerche, fatto da un gigante internazionale del business proprio in tema di conoscenze indispensabili (da qui in poi: gli Skills) che un giovane deve avere per trovare un lavoro decente nei prossimi 20 anni. Sono le stesse cose che ho già scritto io, ma riassunte in un unico contenitore. Eccole, ragazzi:

- Il mondo non è più diviso in ‘colletti blu’ e ‘colletti bianchi’, perché le super TECH & AI arriveranno ovunque, dalla fattoria alla mega-banca. Il nuovo termine è New Collar. Il mondo è ormai Digitale, e le aziende che contano non assumono più secondo lo schema tradizionale di laurea, specializzazione, training. Contano gli Skills, anche acquisiti fuori dall’accademia. Essi sono, oltre agli ovvi - cioè AI, Machine Learning, Robotics, Nanotechnology, 3D printing, Genetics e Biotech come top - la Leadership, il Pensiero Critico, la Creatività e l’Intelligenza Emotiva.

- Dunque la laurea è del tutto relativa, soprattutto se carente di informatica e matematica. Per le grandi aziende contano molto di più gli Skills anche senza diploma formale. Lo studio cita l’esempio dell’IBM. La CEO di IBM, Ginni Rometty, ha detto: “Per avere un lavoro con IBM oggi non occorre una laurea, cioè che conta sono gli Skills del giovane. Nei settori chiave della cyber security, science data, artificial intelligence e cognitive business, l’IBM assume sulla base degli Skills”. E infatti un ragazzo di provincia americano, tal Sean Bridges di 25 anni, è stato assunto di corsa dal colosso informatico perché il suo Skill era quello di saper sostituire e modificare in modo prodigioso i componenti dei computers. Se l’era insegnato da solo, e ha ‘stracciato’ sul traguardo fior di Dottorati universitari.

- L’importanza degli Skills, anche se non conseguiti con laurea, è confermata inoltre da Microsoft che ha messo 25 milioni di dollari nel programma per talent scouting chiamato Skillful, dove inoltre si propone ai giovani di capire che davvero oggi siamo di fronte a “un cambiamento tanto immenso quanto quello che vi fu fra le economie agricole e quelle industriali” (parole che ricordano un tal Barnard, eh?).

- In particolare la classica fabbrica sta diventando sempre più AI & Robotics. Un ricerca top del Davos World Economic Forum, che ha studiato i maggiori centri d’impiego del mondo, ci dice che “Senza una forza lavoro urgentemente equipaggiata con gli Skills, i governi affronteranno alta disoccupazione e disuguaglianza, mentre le aziende perderanno consumatori… Ciò che i giovani imparano oggi all’università non è più sufficiente per sopravvivere sul mercato del lavoro”. Lo studio si conclude elencando gli Skills indispensabili, anche se appresi fuori dall’accademia, quelli descritti all’inizio.

- La super consultancy gobale Accenture ci dice che occorrono proprio gli Skills per contrastare “almeno in parte” (sic) la perdita di occupazione da super TECH & AI. Ma Accenture non ce la mette facile: va almeno raddoppiato l’insegnamento degli Skills fra i giovani per dimezzare il rischio di licenziamento da automazione. La Manpower Group, gigante delle risorse umane, consola dicendoci che il tasso di ri-occupazione nella stessa azienda di lavoratori ri-formati con gli Skills, è raddoppiato nell’ultimo anno.

- Ma la nota finale, purtroppo la più ostica per tanti di voi giovani agli studi o in carriera, è che nel nuovo globo di super-TECH & AI, e qualsiasi sia la vostra materia o passione, dalla matematica non scappate più. Questo vale per qualsiasi futuro lavoro, anche in campi umanistici ahimè (come da articoli di Barnard). La Harvard University ha infatti pubblicato uno studio del Prof. David Deming, che ha analizzato dati fin dal 1980, dimostrando che fin da allora i lavori migliori e più cresciuti sono quelli dove la matematica sta alla base. E ciò anche da noi in UE, scrive Deming. Infatti qui dal 2000 al 2011 l’offerta di lavoro è cresciuta - fra il disastro della disoccupazione per le Austerità – particolarmente nei cosiddetti settori S.T.E.M., con relativi Skills, cioè: Scienza, Tecnologia, Ingegneria (Engineering), Matematica. Questi lavori sono cresciuti in UE del 34%, mentre tutti gli altri solo dell’8%.

Ok, non aggiungo altro, tanto qui fra Italians a che serve, tutti sono a sbavare sui programmi elettorali più arretrati del Pianeta. Io ho già scritto fiumi di proposte politiche, incluse richieste ai candidati per il 4 marzo, su come rimediare a quanto sopra, ragazzi.

Ah, dimenticavo. Sapete chi ha pubblicato questa raccolta di fatti globali avanzati e salva-vite per i giovani? L’assicurazione Le Generali di Trieste, terzo gruppo assicurativo del mondo. Ma in inglese... Strano eh? Se non ci arrivate, votate Grillo.

 


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