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TUTTI BRAVI A CONDANNARE I CATTIVI (‘froci’ col culo degli altri?).

 

Bè, per un combattente del Potere da tutta la vita come me, il treno di pensieri che mi è partito ieri notte mentre guardavo un video dei Golden Globes è quasi scioccante. Insomma, ditemi voi se la seguente sintesi mentale che ho partorito non è a dir poco inusuale per un Barnard:

In effetti, noi spartani di mille battaglie contro i Potenti, facciamo spesso i ‘froci’ col culo degli altri… quello dei Cattivi, appunto”. Ops…

Dio sa quanto io detesti quell’abominio di persona che rispondeva al nome di Winston Churchill. Sapere che il film L'ora più buia (Darkest Hour) lo sta riportando alla luce, pur criticandolo in parte, m’imprime la voglia di dipingere in cielo la parole “Cazzo, ma fu un bastardo peggiore di Adolf Hitler, ipocriti! Ne sterminò più del doppio d’innocenti”.

Ed è verissimo. Churchill era un razzista di caratura insuperata nella Storia sia passata che presente; ha sulla coscienza, solo nel sub continente indiano, almeno 20 milioni di morti di fame, di cui 4 nel solo Bengala, perché l’Impero britannico esportava ogni chicco di grano coltivato laggiù, mentre i contadini crepavano come mosche. E in pieno Olocausto indiano Winston così commentò: “Odio gli indiani. Sono bestie con una religione da animali. E’ colpa loro se crepano di fame, si riproducono come conigli”. E disse a Benito Mussolini nel 1927: “Se fossi stato un italiano, ti sarei stato accanto dal primo minuto quando, rendendo un servizio all’umanità, hai distrutto i sindacati.”. Sono solo pochi esempi, c'è altro...

Poi ieri notte mi sono messo alla scrivania, al posto di Winston Churchill, nel maggio del 1940.

Come ci ricorda oggi l’intellettuale inglese Paul Mason, Hitler aveva sbriciolato il Belgio di Re Leopoldo – quel pavido verme, bravo a sterminare 11 milioni di congolesi ma fulmineo a cagarsi addosso all’arrivo della Wehrmacht. La Francia, solo quel poco più resistente del Belgio, era sconfitta. Decine di migliaia di soldati inglesi ma anche francesi e belgi erano con le spalle al muro in una trappola mortale a Dunkirk. Andavano evacuati, ma la Gran Bretagna aveva del tutto esaurito le munizioni per proteggerli col fuoco di sbarramento. La Luftwaffe stava carbonizzando vive le maggiori città inglesi. Con l’Europa in ginocchio, all’Inghilterra mancavano poche settimane di vita prima dell’annientamento finale da parte nazista. Ma non solo. Il morale nell’esercito britannico era così basso che persino George Orwell temette la diserzione di massa dei generali inglesi a favore del Terzo Reich. Ma non solo. E’ noto che quasi tutta la classe dirigente e i reali inglesi erano pro-nazisti e pro-fascisti. Più nero di così è impossibile…

E io sono seduto alla scrivania al posto di Churchill. Ho davanti un’unica scelta, che NON prevede la pace delle ‘colombelle’ et ‘belle anime’, lo scrivo per non scendere nel ridicolo storico del pacifismo con un tipo come Hitler – anni fa scrissi alle ‘belle anime’ che tutto il luminescente carisma e Spirito del loro pacifista Mahatma Gandhi, si sarebbe ridotto a un mucchietto d’ossa in un buco in terra dopo i primi 7 minuti della sua protesta, se l’India fosse stata una colonia nazista invece che britannica. La scelta, dicevo, so che costerà al mio popolo (inglese) un martirio atroce, la vita al 100% dei miei aviatori in decollo, oceani di soldati morti; comporterà il futuro tradimento di tutto il mondo arabo con conseguenze tragiche ancora oggi, poi la prima grande falcidia del movimento socialista e laburista inglese, e il mantenimento delle abiette colonie britanniche nel mondo. Quindi, la mia unica scelta alla scrivania del Gabinetto di Guerra, è un misto di salvezza ma anche di orribili atti, più che orribili. In questo maggio del 1940 non ne ho un'altra.

Ma l’alternativa, caro ‘Paolo Churchill’, qual è? E’ la resa al Nazismo e lo sterminio non solo della Storia del tuo Paese (la GB), ma anche di milioni di suoi cittadini (non ci si dimentichi che la storiografia ha riconosciuto che nei piani di vittoria del Terzo Reich c’era l’Olocausto in stile ebraico per interi segmenti d’italiani, francesi, inglesi e slavi, e Churchill lo sapeva).

Allora Paolo, fai pure il ‘frocio’ col culo di Churchill, oggi, sul tuo divano di Bologna a storcere il naso nel disprezzo del razzista e genocida statista inglese. Ma una cosa sia chiara ai pochissimi non ipocriti della Terra: se nell’ora decisiva fu salvifico un Gigante con la tempra d’acciaio come Winston Churchill, e fu salvifico non solo per la sua terra ma anche per le Democrazie del futuro, allora il Gigante lo dobbiamo comprare a pacchetto chiuso, nella sua gloria e nel suo abominio. Sorry, la Storia non è una App dove togli il nero con un click e tieni solo il bianco. Ergo, chi si erge a decretare da ‘bella anima’ che Winston Churchill fu, nel tempo della sua vita, un abietto razzista e genocida, deve però uscirsene con un Piano B più morale, ma realistico nel contesto di quello spazio e di quel tempo, se no taccia. Perché, fra l'altro, l'impietosa realtà storica di Churchill è che quelle che furono le sue mire nefaste, sopra descritte, di fatto contribuirono a salvare l'umanità dalla più abietta ideologia politica della storia moderna, e forse di sempre.

Prima implicazione pratica: niente manifestanti scuretti ai prossimi Oscar con in concorso L'ora più buia (Darkest Hour), seminudi in mutandoni bianchi e turbanti coi cartelli "Ci ha sterminati! Vergogna!"; anche perché, come ho già scritto sopra, con le Colonie britanniche tradotte in naziste dopo una sconfitta della GB, forse oggi gli indiani non esisterebbero più del tutto. 

Per rinforzare il punto e le conclusioni, ricordo un altro caso: Lenin. Di nuovo ci è facile oggi nutrire disprezzo per il russo, ci è facile fare i ‘froci’ col suo culo e con quello di Stalin poi. Certo, Lenin portò a compimento perfetto le orrende previsioni di socialisti e anarchici del secolo precedente, Bakunin primo fra tutti. Infatti appena arrivato a Mosca la prima cosa che Lenin fece fu di distruggere la Rivoluzione sopprimendo i Soviet, che erano l’espressione del vero potere democratico del popolo. Lenin “bastonò il popolo col bastone del popolo”, quindi peggior tradimento di questo per un comunista non era possibile. Creò, in un orrendo paradosso, tutte le condizioni per il trionfo dell’uomo che più odiava, Stalin, un altro campione della categoria ‘il Potere Cattivo’ che è in oggetto. Ma…

… chiediamoci tutti le seguenti cose:

Senza la Rivoluzione d’Ottobre e senza poi l’Unione Sovietica con tutti i suoi orrori, il trionfo mondiale del Capitalismo Neoliberista – quello che non avrebbe avuto scrupolo alcuno, e persino in Occidente, a ridurci a servi della gleba in stile 1929 forse per sempre – il Capitalismo Neoliberista, dicevo, avrebbe mai avuto un argine chiamato Socialismo, Comunismo democratico, Sindacalismo, e Welfare? Non è mica una domanda da poco, di mezzo ci sono le vite di centinaia di milioni di noi. Ma di più…

Senza la Rivoluzione d’Ottobre e senza poi l’Unione Sovietica, chi avrebbe donato il sangue di quasi 30 milioni di umani per fermare il nazismo? Ma più nello specifico (e tornando alle figure gigantesche della Storia) l’utopia dei Soviet decentralizzati, del potere frazionato in milioni di micro unità in libero dibattito, avrebbe davvero saputo unificare il colossale sforzo bellico come invece poté e seppe fare Stalin col suo orrendo apparato? E ancora, siamo tutti ‘froci’ col culo di Stalin oggi a dirci quanto rivoltante fu l’URSS, peccato che molto probabilmente non saremmo qui a discutere, fra pizze e aperitivi, se quell’uomo non fosse mai esistito. Ops!

E allora? “In effetti noi spartani di mille battaglie contro i Potenti, facciamo spesso i ‘froci’ col culo degli altri… quello dei Cattivi, appunto”. Ergo, chi si erge a decretare da ‘bella anima’ che Lenin o Stalin furono… deve però uscirsene con un Piano B più morale, ma realistico nel contesto di quello spazio e di quel tempo, se no taccia. Repeat: Perché, fra l'altro, l'impietosa realtà storica di Stalin è che quelle che furono le sue mire nefaste di fatto contribuirono a salvare l'umanità dalla più abietta ideologia politica della storia moderna, e forse di sempre.

Prima implicazione pratica: niente più epiteti contro quel Comunismo; anche perché, come ho già scritto sopra, con un lercio Zar o anche con un comunismo più soft, è assai probabile che l'est Europa oggi porterebbe la svastica, e anche noi qui saremmo molti di meno a commentare. 

Vi lascio con questo bel dilemma, che, e qui vi voglio, si estende al 90% dei casi dove oggi noi ‘spartani’ siamo sempre così veloci a gridare “bastardi!”, “criminali!”, “giustizia!”. Un solo esempio contemporaneo: non v’è dubbio che la Microsoft sia un mostro ignobile, ma voi tutti sareste qui a leggermi senza il Bill Gates che fu, realisticamente parlando nel contesto di questo spazio e di questo tempo? Pensateci mooolto attentamente. Poi tornate a Churchill, Lenin o a Josif Giuseppe Stalin.

Potrebbe essere che la Storia impone ai posteri, ai non ipocriti, di tacere. Se non sempre, almeno molto spesso.* Che ne dite? E pensare che sto inestricabile groviglio cerebrale ve lo appioppo per colpa di un cazzo di video ieri notte. Sorry.

* è ovvio che tutto quanto sopra, cioè il dilemma, non vale universalmente per tutte le figure storiche.

 


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