[Alcune considerazioni su...]

(versione stampabile)


(1o emendamento) BOZZA DI LEGGE STUPRO & PEDOFILIA. DONNE, COMPLETATELA VOI.

 

Ci sarà pure una Giurista d’esperienza fra voi donne. Ecco una, grezza se vogliamo, bozza di legge per ridurre ai minimi possibili gli stupri, le sevizie sulle donne, e la pedofilia. Va completata proprio da voi, donne, ma a mio parere non va alterata nelle fondamenta. Buon lavoro, ve la consegno, è transpartitica, datevi da fare donne, portatela in Parlamento, alla fine. P.B.

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DEFINIZIONE DEI REATI:

STUPRO (comprende il sequestro di persona con sevizie a fini sessuali - si legga Art. 4 emendamento) e PEDOFILIA. Si include nel testo sotto anche la comunità LGBT italiana.

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Art. 1 GIUSTIZIA PER LE VITTIME, PREZZI ALTISSIMI PER I CRIMINALI.

Premessa:

La Giurisprudenza deve fare un balzo etico nella riscrittura dei reati di stupro e pedofilia. Tale balzo si configura nel superare il paradigma che il crimine massimo contro la persona sia la privazione illecita della vita. Va invece abbracciata la certezza che il crimine massimo contro la persona è la privazione della vita in soggetti che rimangono vivi. La privazione della vita in soggetti che rimangono vivi è sinonimo esatto di stupro e pedofilia, anche là dove la vittima rimanga in vita per brevi tempi dopo i reati in oggetto, ma particolarmente se la vittima, com’è nella grande maggioranza dei casi, rimane viva a lungo.

Ecco il razionale di quanto sopra: i deceduti per omicidio volontario o per stragi cessano di sentire. La vittima di stupro o pedofilia è condannata all’inimmaginabile sofferenza per il resto della vita, pienamente paragonabile ai traumi descritti dai sopravvissuti all’Olocausto o alle camere di tortura dei regimi del XX e XXI secolo (ampia letteratura scientifica disponibile, nda).

Questo configura, nei casi di stupro e pedofilia, una aggravante di legge sopra all’omicidio volontario anche plurimo o strage, la quale aggravante deve portare i reati di stupro e pedofilia al livello del “Crimine Supremo” anche nel Codice di Procedura Penale in vigore oggi, ovvero al pari di un “crimine più elevato del normale crimine”, principio giuridico che fu stabilito dalla Legalità Internazionale a Norimberga dal Giudice Robert Jackson, Pubblico Ministero Generale.

Assente la piena consapevolezza della necessità di elevare nell’etica giuridica e umana i reati di stupro e pedofilia sopra ai limiti delle pene per il crimine massimo contro la persona oggi riconosciuto dal Codice di Procedura Penale - stante il motivo spiegato sopra - sarà impossibile per la comunità degli umani combattere tali reati con gli strumenti idonei.

Sostanza:

Un altro razionale di quanto segue è spiegato al termine di questo punto. Nei reati di stupro e pedofilia si distinguono i rei in tre categorie:

1) Gli esaltatori e speculatori dei/sui reati. Ovvero coloro che mediante scritti, immagini, filmati, tecnologie e prodotti commerciali rappresentanti stupri e pedopornografia, forniscono palese esaltazione dei crimini in oggetto al fine di cagionare libidine in altri, e traggono profitti da tale libidine.

2) Gli intermediari nei reati. Ovvero coloro che pur non commettendo i reati in oggetto siano stati strumentali in qualsiasi modo e mezzo nel loro compimento, attraverso complicità con, concorso con, traffico di, protezione di, omertà con, servizi per, gli attuatori finali di stupri e pedofilia.

3) Gli attuatori finali di stupri e pedofilia. Ovvero le persone fisiche che infliggono stupro e pedofilia alle vittime.

Le pene detentive per queste tre categorie saranno private di ogni sconto di pena previsto dall’odierna giurisprudenza, in virtù dell’aggravante sopra descritta e della collocazione di stupro e pedofilia in ciò che la Legalità Internazionale chiama “crimine più elevato del normale crimine”. Esse sono rispettivamente:

1) 30 anni di carcere in regime di utilità sociale ma in rigoroso stato di reclusione. Esclusi sconti di pena.

2) Ergastolo in regime di utilità sociale ma in rigoroso stato di reclusione. Esclusi sconti di pena.

3) Ergastolo in regime di 41Bis. Esclusi sconti di pena.

Se, nel primo caso, la pena supera la durata della vita naturale del reo, egli perirà in carcere. Alle tre categorie non è concessa la scarcerazione per motivi umanitari in caso di termine vita. Le cure dei rei delle tre categorie che si trovassero nella fase terminale di malattia, dovranno essere somministrare in regime di detenzione in penitenziari attrezzati.

Un altro razionale di questo fortissimo inasprimento delle pene per stupro e pedofilia, va oltre la giustizia per “crimini più elevati del normale crimine”. E’ anche di stampo fortemente pragmatico. I pervertiti sessuali sono in larghissima maggioranza persone di ceto basso o medio. Portare i rischi di pena per esaltatori, speculatori e intermediari-complici in stupri e pedofilia a livelli altissimi, significa di fatto alzare a livelli impossibili i prezzi sul ‘Mercato’ di questi orrori. Pochissimi pervertiti potranno quindi comprare libidine: postare video/disegni con torture su donne o stupri di bimbi costerà 30 anni certi e senza sconti, e il cliente, se mai rimarrà qualcuno a venderli con questo rischio, dovrà pagare in diamanti. Se ne eliminano il 99%. Stessa cosa con silenzi, complicità o servizi, semplicemente perché gli intermediari-complici di stupri o pedofilia chiederanno prezzi stratosferici per il rischio che corrono. E i 'clienti' non ce la fanno a pagare. Per fare solo un esempio: il silenzio di un ragazzo che sa chi ha stuprato lei in discoteca, sarà quasi impossibile da comprare e da tenere, rischia l'ergastolo certo e senza sconti. Lo sa, e quello parla. E così per tutto il resto delle catene di questi crimini.

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Art. 2 DIRITTO DI DIFESA ARMATA* PER TUTTE LE DONNE ITALIANE

Premessa:

Questo articolo 2) concerne esclusivamente il reato di stupro sulla donna (come sopra definito), applicandosi anche ai gravi casi di sistematica violenza domestica contro la donna. Oggi le tecnologie possono fornire al genere femminile oggetti di *autodifesa che ridurrebbero in percentuali minime gli stupri sia da estranei che in sede domestica, e in concomitanza anche i casi di sistematica violenza domestica.

La legge deve quindi permettere alla donna di acquistare legalmente il Taser Donna (di seguito Taser D), depotenziato, a scarica singola, con ‘lettore di impronte digitali’ (cioè la tecnologia già in uso negli smart phones), e dotato di allarme High Pitch (fischio potentissimo) non disattivabile per almeno 15 minuti.

Il Taser è uno strumento di autodifesa, già in dotazione alle forze di Polizia di molti Paesi, che incapacita seriamente un soggetto pericoloso attraverso la somministrazione di una scarica elettrica, che scatena violente contrazioni della muscolatura corporea.

Nel caso proposto, il Taser sarà leggermente depotenziato rispetto ai modelli in uso presso le Forze dell’Ordine, ma comunque in grado di incapacitare qualsiasi uomo. Questo al fine di evitare le presunte fatalità verificatesi col suo uso o abuso, che nel caso della donna aggredita si costituirebbero nel reato di Eccesso di Legittima Difesa, o peggio. L’applicazione nel Taser D della tecnologia ‘lettore di impronte digitali’, impedisce che la stessa arma sia rivolta contro la donna dall’aggressore, e allo stesso tempo certifica che solo la donna l’abbia potuta usare. Questo è utile anche in eventuali controversie legali che ne possano nascere. L’allarme High Pitch, sommato all’abbattimento del primo aggressore, rende quasi impossibile l’agire di eventuali complici dello stupro. La singola scarica permessa impedisce alla donna di abusare dell’arma in qualsiasi caso.

La donna riceverà all’atto dell’acquisto del Taser D una nota dattiloscritta dalla Polizia di Stato con le istruzioni su come usarlo, quando averlo sempre in mano, cosa fare dopo l’eventuale uso per la tutela legale, e come ricaricarlo.

L’uso accorto di questo strumento, secondo regole di autodifesa da seguire in modo stretto, ridurrebbe enormemente l’incidenza di stupri sia da esterni che in sede domestica, e dei casi di sistematica violenza domestica.

Sostanza:

I cittadini italiani di sesso femminile o Transgender, compiuti gli anni 16 di età, potranno, a loro discrezione, acquistare un Taser D presso le armerie comuni.

La legge prevede che l’uso improprio del Taser D, cioè non ai fini di urgente autodifesa, e se comprovato da testimoni oculari di maggiore età, è punito con pene che vanno da un’ammenda di 2.000 euro a sei mesi di reclusione (o più) in base alla quantificazione dell’eventuale dolo subito dalla vittima impropriamente colpita.

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Art. 3 IMPOSSIBILE FERMARE IL MALE, POSSIBILE LA FORTE RIDUZIONE DEL DANNO.

Premessa:

Questo articolo 3) concerne esclusivamente il reato di pedofilia. Gli abusi sessuali dei minori in Italia, certifica la Polizia di Stato in una nota del 11/2017, "avvengono soprattutto dentro casa e non riguardano solo le famiglie degradate ma tutte le classi sociali e tutte le categorie di professionisti… Tra l'altro gli abusanti si avvicinano ai bambini gradualmente e in modo subdolo per riuscire a conquistare la loro fiducia". Va ricordato che la frase “dentro casa” comprende più spesso che no i parenti e persino, molto di rado, i fratelli maggiori dai bambini. Poi non rari, e particolarmente occultati, sono i casi di abusi perpetrati da tutori* o sacerdoti sui piccoli che essi hanno in custodia per limitati periodi di tempo al giorno. *(il termine tutori comprende qualsiasi figura adulta di entrambi i sessi, in qualsivoglia contesto, e che abbia in carico minori in età compresa fra i 3 e i 12 anni)

Il pericolo di aggressioni pedofile extra contesto familiare o tutori e sacerdoti, si concentra oggi soprattutto nelle interazioni che i piccoli possono intrattenere su Internet, e in questo caso la Polizia di Stato offre consigli utili ai genitori, che si trovano qui http://www.poliziadistato.it/articolo/1107. Su questo fronte la lotta alla pedofilia trova un terreno che, con l’avvento poi delle nuove super TECH, è relativamente favorevole. Ogni giorno che passa, fra vigilanza genitoriale e quella di Agenzie specializzate, la via web del pedofilo diviene sempre più impossibile.

Rimangono gli altri due casi – abuso in famiglia, anche allargata, e abuso da parte di tutori o sacerdoti. Qui si apre una voragine che separa i due contesti per maggior o minor trattabilità.

Purtroppo la prevenzione dell’abuso sessuale pedofilo in famiglia (o luoghi familiari come il condominio) è praticamente impossibile nell’età dall’infanzia alla pubertà. Computando e incrociando centinaia d’ipotesi, anche col futuro supporto di super TECH, Artificial Intelligence (A.I.), Nanochips, algoritmi di Visual Imaging, ecc., ci si scontra col nulla di realmente possibile, neppure se in teoria ogni singola famiglia si sottoponesse a intercettazioni ambientali 24 ore su 24 e 365 su 365, cosa ovviamente assurda. Ma neppure questa pazzia funzionerebbe, perché poi la domanda è: chi analizzerebbe trilioni d’immagini al giorno per capire quale di esse suggerisce un vero atto di libidine pedofila? Le A.I. stesse sono soggette ad errori interpretativi negli algoritmi, che avrebbero conseguenze catastrofiche per le famiglie.

L’unico altro fronte, dopo quello del web, dove la guerra alla pedofilia è praticabile - e intendo sempre in Italia - è quello dell’esposizione dei bambini ad esterni alla famiglia, cioè tutori e sacerdoti. Qui il legislatore può, e deve, intervenire a costo di impopolarità politica e pressioni di lobby. Anche una sola vita di un minore salvata, vale tutta l’impopolarità politica di questo mondo. (non si considera qui il caso del genitore sciagurato che lascia in strada un bimbo solo a 5 anni)

Sostanza:

La legge deve prevedere che in ogni luogo, laico o di culto religioso, dove un minore compreso nelle età dai 3 ai 12 anni debba essere lasciato alla tutela di tutori di ogni sorta o di uomini e donne di culto, sia obbligo di legge la presenza di una o più Supervisor (il loro numero è calcolato in base all’ampiezza del luogo e densità dei minori, sia in interni che all’esterno). Le Supervisor saranno obbligatoriamente di sesso femminile, il cui compito sarà quello di essere rigorosamente presenti in qualsiasi istanza un minore si debba trovare da solo col tutore o con la figura religiosa.

I Supervisor rispondono direttamente ad apposite sedi regionali del Ministero dell’Interno, non potranno in alcun modo interferire coi compiti dei tutori o del personale religioso, ma potranno integrare il loro lavoro.

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Art. 4 TUTELE GENERALI SUL CONCETTO DI STUPRO.

Premessa:

Alla luce dell'estrema severità delle pene previste per il crimine più elevato del normale crimine” stupro, si devono ridurre al minimo possibile le istanze dove false vittime, nella realtà motivate da vendette personali o squilibri mentali, possano cagione la condanna di un innocente. A questo fine, come prima cosa, tornerà molto utile il fatto che la potenziale vittima porti sempre con sé il Taser D, poiché il suo uso, non uso o abuso (pesanti sanzioni per uso improprio) già di per sé sarà di facilitazione ai PM e alla Difesa per capire la fondatezza delle accuse. Ovviamente, soprattutto nei casi di incontri sessuali occasionali, non sempre la vittima potrà accedere all'arma, e lo stupro può avvenire. Dopo aver approfonditamente esaminato le ragioni del mancato uso del Taser D, gli inquirenti useranno come discriminanti il dovere civico della vittima di accedere immediatamente dopo il fatto ad esami di Medicina Forense, assenti i quali il caso ovviamente inizia a indebolirsi (es. denuncia di stupro tempo dopo e senza testimoni), e di conseguenza l'eventuale condanna finale di un reo sarà a pene minori. Naturalmente ciò non sussiste nel caso della presenza di altre prove schiaccianti a sfavore del presunto colpevole.

Quest'ultimo concetto di incoraggiamento alla visita medica forense immediata come dovere civico della vittima, ha il valore aggiunto di responsabilizzazione delle vittime, cioè di combattere il tragico costume sociale di non denunciare il crimine per pudori o paura. E' evidente che il rapporto fra veri stupri non denunciati e falsi stupri denunciati per meschini motivi, è immensamente a favore dei primi, ahimè.

Infine, e perché no, le coppie che intrattengono rapporti occasionali, specialmente trattandosi del primo incontro da sconosciuti, possono usare le tecnologie degli Smart Phones per registrare a inizio incontro una cosiddetta Smart-Liberatoria, dove i due dichiarano in un paio di secondi di essere piacevolmente disposti a rapporti sessuali consensuali. Basta un pronunciamento verbale di  "We sex", e basta che sia chiaramente visibile anche solo il gesto di assenso del capo dell'altra persona. La Smart-Liberatoria non comporta, ovvio, la certezza del non reato (non ha valore probatorio), ma screma di certo un immenso numero di casi dove le versioni sono contrastanti fin dal principio, là dove la vittima dichiarava di non essere mai stata consenziente, contraddetta invece dal presunto reo.

La Smart-Liberatoria con "We sex" va gestita nella gaiezza del momento e la microscopica durata di essa non è di certo un 'passion killer'. Una tale registrazione comporta una perdita della privacy importante, ma è un sacrificio di molto inferiore alle conseguenze sociali e personali di infiniti litigi, accuse reciproche, anche in sede giudiziaria, o dell'arresto di un innocente su indizi di dubbio valore. Inoltre, si pensi: se l'uomo ha intenzioni o inclinazioni alla violazione della privacy della donna nel sesso, a la 'Tiziana Cantone', egli ha cento altri modi per ingannare la donna sia in auto che in camera, filmandola proprio durante l'atto. Non è di sicuro il "We sex" il peggior scenario di perdita della privacy. Il trade-off fra vantaggi e svantaggi della Smart-Liberatoria è decisamente dalla parte dei vantaggi.

Si aggiunge che, per la pace futura dei due amanti occasionali, l'uomo alla fine dell'atto, dopo aver attuato all'inizio la Smart-Liberatoria, può chiedere alla donna di fotografarle il Tased D nelle sue proprie mani, così da dirimere ogni dubbio sulla piena consensualità di ella. 

Sostanza:

La legge, in virtù delle pene detentive severissime previste in caso di stupro, attribuisce valore almeno nella fase istruttoria alle seguenti evidenze (ma non valore probatorio in udienza): 1) le ragioni del mancato uso del Taser D 2) l'assenza di esami medici forensi di qualsiasi tipo 3) l'assenza o presenza, nell'ambito del sesso occasionale extra familiare, della Smart-Liberatoria e della sicura esistenza del Taserd D nelle libere mani della donna in questione.

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Conclusione. Personalmente pongo la maggior enfasi sul salto di etica giuridica che invoco. La Società Civile deve abbracciare l’idea che il principio di crimine più elevato del normale crimine”, ovvero di male più elevato della morte stessa, si applica di certo a chi è condannato da stupratori e pedofili a morire rimanendo però in vita. Solo questo salto di etica ci permetterà di mettere più al sicuro le nostre donne, i nostri bambini e la comunità LGBT, purtroppo anch’essa a rischio.

Ma anche il resto delle raccomandazioni qui scritte sono imprescindibili.

Quanto sopra è il frutto del mio sforzo intellettuale per donne, bambini e LGBT. Non sono riuscito a pensare di meglio coi mezzi a mia disposizione. La palla ora a voi donne, completate questo lavoro e portare nuove leggi in parlamento. I Rapebots sono dietro l’angolo.

 


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