[Alcune considerazioni su...]

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(...segue...)

Sulle interferenze nel business dei vaccini, che è proiettato globalmente verso i 50-60 miliardi di dollari all’anno, voglio tornarci più tardi, ma gli chiedo secco “Insomma, lei ci lascia in un mare di dati e considerazioni metà inquietanti e metà rassicuranti, ma almeno mi dica se esistono vaccini davvero micidiali”. Lui: “E’ molto difficile dirlo…

E ci risiamo, ecco la scienza del maledetto, ma vero, l’assenza di prove contro, non è la prova dell’assenza di pericoli, ora ribaltato su se stesso: la presenza di prove contro, non è la prova della presenza di pericoli. Dio santo, un “E’ molto difficile dirlo…” dalla bocca di un esperto mondiale NON è un no, ma neppure un sì. Lui continua flemmatico: “Posso solo citare l’esempio del Pandemrix, sempre della solita Glaxo, che viene prodotto a Dresda. Ha effetti collaterali rari ma molto gravi, e qui si parla di lotti specifici che hanno dato gravissimi problemi”. Lotti, terno al lotto, e la vita di mezzo. Ok. Almeno nel comparto bambini questo Pandemrix non esiste.

Qui gli cito quello studio che ha ispirato i miei primi due articoli sui vaccini, là dove era scritto che “Il programma USA di immunizzazione infantile specifica 26 dosi-vaccini per gli infanti di età inferiore a 1 anno – il maggior numero al mondo. Altre 33 nazioni ricche specificano un numero di vaccinazioni molto inferiore. L’evidenza preoccupante è che la Mortalità Infantile negli Stati Uniti è sempre superiore a quelle della 33 nazioni ricche che vaccinano meno”. La palla a Jefferson:

La mortalità per influenza è stabile dagli anni ’30 negli USA, anche se la copertura vaccinale contro è aumentata esponenzialmente. I dati che lei mi cita sembrano avvalorare le preoccupazioni, ma dobbiamo vedere su quali basi quei ricercatori sono arrivati a quelle conclusioni…”. E di nuovo, no Uno Mattina.

Senta Jefferson”, sbotto, “lei sono 25 anni che naviga gli stretti tempestosi fra il Bene Pubblico e uno dei conglomerati industriali più spietati, più compromessi e corruttori del mondo, che è Big Pharma. Cristo, io ci ho rimesso il lavoro in RAI quando li presi a cornate…”. Dall’altra parte della linea lui ridacchia, ma come dire “Eh gia!”. Io gliela butto secca: quanto alito sul collo sente lui a Oxford per sta storia dei vaccini?

Io per serietà affido questa risposta alla magistratura, i casi e le pratiche dei giganti del farmaco sono ben documentati. Ma si faccia attenzione qui al ruolo delle grandi riviste scientifiche mondiali.” Stop, devo spiegare alla Signora Luisa incinta di 9 mesi. Nella ricerca scientifica e medica, le cosiddette pubblicazioni sulle riviste scientifiche sono praticamente tutto. Più un medico pubblica, più farà strada, così il ricercatore e così una casa farmaceutica. No pubblicazioni, no party, anzi, la rovina. Ok? Continua Jefferson:

Queste grandi riviste oggi non si reggono quasi più sugli abbonamenti, hanno altre fonti di guadagno. Quella che posso definire enorme come fonte di denaro sono gli ‘estratti’. Cioè l’articolo pubblicato viene estratto dalla grande rivista, viene ristampato su carta pregiata col marchio dell’azienda farmaceutica, poi presentato dall’azienda farmaceutica al direttore sanitario, al primario, al professore universitario, dicendo: “Anche l’autorevolissima rivista dice che il nostro prodotto è ottimo. Guardate la lista degli autori! C’è il Gran Prof. di qui, il Gran Prof. di là…” Ma questo è Marketing puro. Il guadagno della rivista è altissimo, si aggira sulle 20-30 volte il prezzo di produzione dell’estratto”.

Sale la disperazione, e io non sono la Signora Luisa incinta di 9 mesi. Quando la scienza è rigore e non è Taleban oppure sciatteria oppure sporco interesse di Mercato, essa NON è un rifugio di sicurezze per noi persone, che vorremmo sempre sentirci dire SI’ o NO, FACCIA COSI’ E STIA CERTO. E invece la verità è che dobbiamo documentarci, non essere discepoli di nessuno e pensare con la nostra testa. E mentre rimugino questo, lui incalza con le porcherie del sistema ‘Pubblicazione Scientifica = Verità’.

Conosce il caso del Vioxx? Era un antinfiammatorio della mega azienda Merck, che poteva causare l’infarto. Uscì da uno studio di assai dubbia validità, fra il fraudolento… bè diciamo che presentava una versione molto particolare della realtà. Il New England Journal of Medicine, che è una delle grandi riviste di cui parlavo, ci ha fatto, si stima, 697.000 dollari di guadagno dalla pubblicazione degli’ estratti’. Chiaro il concetto ora?” Cristo, era chiaro anche prima. “E stia attento: quello studio non è mai stato ritirato, è ancora nelle banche dati scientifiche. Questi casi sono comunque operazioni di Marketing, ma capisce ora perché nessuno può mai gridare Ah! E’ la verità! Lo ha pubblicato la grande rivista!”.

Sulla vicenda Vioxx-Merck che come giornalista studiai, aggiungo io un particolare agghiacciante: i ricercatori interni alla Merck avevano segnalato da tempo che quel farmaco poteva uccidere, come accadde poi in numeri dai 60.000 ai 100.000 defunti, ma la dirigenza li ignorò. Jefferson si fa mogio:

Una volta organi dello Stato facevano studi clinici, producevano vaccini. Oggi non più, o raramente. Lo sviluppo delle molecole oggi è in mano ai privati. Quella di una volta era una visione pubblica della sanità… defunta. Ad esempio l’Istituto Mario Negri di Milano ancora oggi produce molecole e ne vende i brevetti al valore simbolico di 1 dollaro. Ma attorno a loro c’è il deserto”.

Ok, torniamo al futuro parto della Signora Luisa, e ai vaccini. Ma non faccio a tempo a parlare che lui ci sgancia un’altra bomba di dubbio, di sospetto sui Padroni del Vapore:

Allora, oggi ci sono questi adiuvanti di nuova generazione, le aziende ci dicono di stare tranquilli. No. Noi non sapremo mai se ci sono problemi con questi nuovi adiuvanti, come l’AS04 o l’AS03, perché non sono regolamentati separatamente dalle autorità”. Ehh?

Oggi non si registrano gli adiuvanti, ma il vaccino intero. Uno penserebbe che l’AS04 della Glaxo ad esempio sia stato testato col metodo classico di prendere 10.000 persone su cui testarlo e 10.000 a cui invece viene dato il placebo, cioè un AS04 finto che è praticamente un’iniezione di acqua e sale. No, questo metodo classico della scienza non è applicato agli adiuvanti moderni, essi passano alle verifiche delle autorità di regolamentazione solo come vaccino nel suo complesso. Senta Barnard, qui la Signora Luisa si metterà a piangere, ma io le dico che in generale nel campo dei vaccini ci sono problemi fondamentali coi regolamentatori internazionali”.

Mia moglie lavora come OSS in un centro per disabili mentali gravi. Una sera torna a casa e mi racconta del lamento tragico di una madre di uno di questi ragazzi, affetto anche da severo autismo. Le disse la donna: “Io me lo ricordo il mio pargolo, era sanissimo, poi lo vaccinammo ed eccovelo, guardi come me lo hanno ridotto!”. Io sono consapevole che sulla gente queste tragedie fanno una presa fortissima e l’associazione Vaccini/Medici delinquenti e malattia sembra ovvia. Ma non è così nella scienza. Il rapporto causa-effetto in un caso del genere, anche se associato ad altri, va dipanato con mezzi complessi ed enormi. Diverso sarebbe se su 5 milioni di bambini vaccinati, 2 milioni fossero diventati autistici. Cosa mai successa. Ma voglio sapere dal Dott. Jefferson dove si posiziona su questa controversia angosciante di vaccino-autismo.

C’è un nome, che fu di alto livello internazionale, e che sostenne l’accusa secondo cui i vaccini MPR possono causare autismo, è il Dott. Andrew Wakefield, oggi vive negli USA. Bè, una cosa è certa: Wakefield è un truffatore”. Stop, devo spiegare: molti anni fa il The Lancet pubblicò uno studio di Andrew Wakefield e altri 11 scienziati proprio sulla possibile correlazione fra vaccini MPR e autismo. Da lì partì una saga deprimente di smentite, vergognose rivelazioni in particolare su Wakefield, ma anche accuse di chi sosteneva che una serie di dati a favore del teorema vaccini come causa di autismo erano stati soppressi dal governo USA; poi imbarazzi del The Lancet, cancellazione dello studio, dissociazione di 10 dei 12 autori originali, con questo finale: i dati erano truccati, si parlava solo di 12 bambini in tutto a cui Wakefield appiccicò false diagnosi di malattie gastrointestinali e a cui sembra anche che abbia inflitto esami invasivi senza consenso di un pannello etico. Ma peggio: sembra in particolare che circolarono soldi per 'oliare' Wakefield affinché affermasse che i vaccini potevano causare autismo, quando alla fine le prove non esistevano. Ma ancora peggio: Wakefield tentò di lanciare, mentre era ancora medico docente, dei business da milioni di dollari di previsto profitto sulle basi delle sue fraudolenti scoperte. Un tribunale amministrativo inglese ha poi solo in parte riabilitato un collega e sostenitore di Wakefield per la sua (del collega) espulsione dall'Ordine dei Medici britannico, ma la sentenza ha dichiarato che "Non esiste ad oggi un corpo di prove rispettabili che sostenga le ipotesi del Dott. Wakefield sulla correlazione vaccini MPR e autismo".

Così è partita la saga vaccini/autismo. Jefferson aggiunge solo questo: “Confermo che ad oggi una correlazione solida fra vaccini e autismo non esiste”. E anche qui, usate la vostra testa: Che interesse ha il Dott. Thomas Jefferson - scienziato che tira calci a Big Pharma per la bellezza di 6-10 miliardi di dollari x anno d'incassi dei Giganti del farmaco; un uomo che sbatte il telefono in faccia a un pezzo da novanta della politica europea; un uomo che continua a rifiutarsi di gridare "Vaccini assassini o Vaccini miracolosi" - che interessa ha, dicevo, Jefferson a condannare Wakefield e la sua truffa oggi oltre ogni dubbio?

Ma io, che sono quella ‘carogna’ di giornalista, ricordo a voi e al Dott. Thomas Jefferson questa terribile verità galileiana: l’assenza di prove contro, non è la prova dell’assenza di pericoli.

Stop.

Signora Luisa, lo so che lei e suo marito vi sentite ora storditi, forse state pensando che tutta la manfrina sopra non vi serve a un accidenti, perché, alla fine, dove sta la secca conclusione da Uno Mattina del SI’ o No vaccini? Non c’è. E come ho scritto nel titolo, genitori…

FORSE LA VERITA’ SUI VACCINI E’: THINK. DOVETE PENSARE CON LA VOSTRA TESTA SULLA BASE DI FATTI.

Un altro fatto che, Signora Luisa e marito, dovete considerare, è che come mi ha detto un’onesta neurologa “I NoVax fanno la voce grossa ‘col sedere degli altri’, perché se i loro bambini non si ammalano o si ammalano poco, lo devono soprattutto al fatto che quasi tutti gli altri bambini con cui vengono in contatto sono vaccinati e quindi non gli trasmettono malattie”. Già, i fatti.

Con questo articolo ve ne ho dati molti. La fonte è di certo autorevole e indipendente, gli episodi della sua carriera e le sue parole lo testimoniano. Allora adesso io faccio questo. Divento io papà con la moglie al nono mese, e chiedo a Paolo Barnard:

A sto punto che farai papà Paolo?”. E mi rispondo: di certo farò gli MPR al mio piccolo, so che i dubbi su questi ci sono, ma mi sono convinto che nei grandi numeri i vaccini MPR sono più utili che dannosi. Sugli altri vaccini, gli Esavalenti, invece no, lì m’impunto, vi è troppa incertezza, servono davvero? (rileggete più sopra), e soprattutto mi allarma il marketing di questi nuovi adiuvanti, che puzza tanto da tutte le parti. Punto. Ci ho pensato tanto, mi prendo la responsabilità su mio figlio usando la mia testa, dopo essermi informato, e non solo col Dott. Jefferson. Sugli Esavalenti farei manifestazioni, volantinaggio, comitati di genitori, e terrei anche i miei figli a casa da scuola. Qui pretenderei la libertà di scelta.

E qui concludo con una cosa di IMPORTANZA IMMANE.

Io come reporter ho scavato tantissimo nella scienza, e il più delle volte vi ho trovato porcherie al limite del processo a Norimberga. Ma qui affermo che ogni singola volta che mi sono imbattuto nel cosiddetto campo alternativo della scienza medica, vi ho trovato porcherie oltre il limite del processo a Norimberga. Non mi fate raccontare qui le tragedie umane che ho testimoniato in prima persona, e che erano in mano ai buffoni delle medicine alternative... sono tutte finite in loculi o fosse nella terra, tutte, viste coi miei occhi.

Allora dove sta la soluzione? La metto così: oggi un infarto acuto con tre coronarie bloccate e tu comatoso sul pavimento di un autobus, può non ucciderti solo perché la scienza di Galileo ti salva se arriva in tempo. Non certo le erbette o il frullato di sali… La scienza è uno strumento portentoso, ma tocca a noi umani fare due cose salva vite:

A) CONOSCERLA NEL SUO BENE E NEL SUO MALE

B) PENSARE E LOTTARE NELLA VITA PER ELIMINARNE IL SECONDO ASPETTO.

Un abbraccio Signora Luisa. THINK.

*(un grazie all’amico ex primario di Torino Massimo Fazzari)

 


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