[Alcune considerazioni su...]

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PAROSSISMO, COMMEDIA, ORRORE, AUTODISTRUZIONE, MORTE.

 

LE DOMANDE:

Come si diventa uno come me? Non ho scritto uno come me su Facebook, no, uno come me, perché ciò che sono sul Social io sono nella vita reale.

Perché il mio cervello ha prodotto il giornalista, attivista, combattente Paolo Barnard con le sue tante opere, ma anche il raccapricciante folle, sgangheratamente volgare, patetico clown, slabbrato e violento Paolo Barnard?

Perché sistematicamente creo opere che sono divenute, oggi in Italia (e qualcosa anche fuori di essa), innegabilmente degli imprescindibili passi della storia del giornalismo e della lotta sociale, per poi sempre metterle sulla soglia dell’autodistruzione della mia reputazione?

RISPOSTE:

All’età di 17 anni ero stato ridotto a un punto dove il male non lo sentivo più, potevo fare tutto e nulla mi avrebbe fatto male, non sentivo nessun dolore, e quindi avevo paura di nulla. Non tremai neppure quando a quell’età mi trovai sequestrato in una Mercedes con 4 pedofili sessantenni di Padova.

Poco più che 20enne vivevo in un bungalow della periferia ‘Ken Loach’ della Londra di Margaret Thatcher, si arrivava a sera lavorando per 5 sterline e bevendo anche la benzina se finiva la birra.

Jump forward: sul suo comodino d’ospedale c’era la classica foto quadretto, dove lei era una cerbiatta con occhi enormi neri a mandorla e ciglia vere ma infinite, gli zigomi alti, la bocca carnosa aperta in un sorriso divino, poi quella cascata di capelli castani a boccoloni lunghissimi che si posavano sui gerani della sua finestra. Io non la guardavo mai quella foto mentre ero l’unico in ospedale che ogni giorno tentavo, con dei cottonfioc imbevuti di disinfettante, di staccargli le placche dai denti e dalle labbra. Ornella era 32 chili con una piaga da decubito nera grande come un pompelmo sull’osso sacro. Aids, io non sapevo come farla morire e lei mi fissava come un laser ogni volta che le pulivo la bocca. ORRORE, aveva 26 anni. Feci queste cose con tanti altri per tanto tempo.

Incontrai Andrej Sacharov, il fisico sovietico inventore della Bomba H, poi pentito e dissidente. Era il 1988 quando lo vidi, dal 1980 al 1986 fu detenuto, torturato, trattato psichiatricamente, fece due scioperi della fame, poi Gorbachev lo liberò. Lo incontrai, mi ricordo le nostre poche parole ma era un uomo spezzato in due. Seppi che al ritorno a Mosca era stato riabilitato dal parlamento e sarebbe stato omaggiato trionfalmente col Presidente. Sacharov morì stramazzando sulla scrivania mentre scriveva il suo discorso d’inaugurazione, 6 ore prima della stessa. Pensai che Dio non esiste, esistono spiriti malvagi che giocano a dadi con IL PARADOSSO PIU’ OSCENO IMMAGINABILE.

Era il 1994, guerra civile in Sudafrica, una bomba esplose a pochi km da me, corsi per la news. Allora lavoravo per diverse testate italiane e un’agenzia di stampa. Sulla scena appoggiai il vecchio pc di allora sul tetto di un’auto crivellata dalle schegge per scrivere l’articolo. Mentre sbirciavo pezzi di corpi appesi ai rami degli alberi e battevo la tastiera, notai attorno a me e per decine di metri quadri come se ci fossero miliardi di chicchi di sesamo piovuti dal cielo, ma erano neri. Per un attimo mi chinai, erano miliardi di frammenti di carne umana, un mare attorno a me e li stavo pestando. Chi erano quelle persone, che nome avevano? Erano innamorati? La mattina avrebbero mai immaginato che sarebbero divenuti sesamo nero pestato da un reporter italiano? Fu strano quello che sentii: da una parte mi sentivo irrispettoso a pestare quegli umani-sesamo nero, dall’altra pensai che mi stavano perdonando perché scrivevo di loro, gli stavo in fondo ridando un volto e un nome. Delle specie di grandi corvi si posavano beccando i frammenti di carne, e io li mandai affanculo sti uccellacci perché pensai che da dentro il loro stomaco quelle persone sesamo nero non avrebbero potuto vedere me che li vendicavo sui media. ALLUCINAZIONE VIOLENZA ESTREMA, DISUMANA VERITA’ TUTTO INSIEME. Lì.

Ero appena uscito dall’Hotel Carlton di Johannesburg, dove avevo appena avuto la percezione netta che il Potere non lo batteremo mai. Sapete, dopo che vedi uno come Nelson Mandela che teneva stretta la mano di Henry Kissinger per 5 minuti davanti alla stampa mondiale – come vedere Anna Frank che si fotografa con Goebbels sorridendo – bè, uscii col senso che non vi fosse più aria sul Pianeta. Kissinger, oltre agli altri milioni di morti da lui decretati nel mondo, aveva attivamente partecipato allo sterminio di 1.800.000 africani del sud negli anni precedenti. Al semaforo fuori dall’hotel, era buio, vidi una specie di grosso cane nero che stava fra le auto in sosta al rosso. Guardai meglio, era un uomo senza gambe né braccia, solo tronco e testa, teneva un berretto fra i denti per l’elemosina. Era proprio uno dei beneficiati di Kissinger e soci, eccolo lì, e Henry che ancora stava nella suite del Carlton a sorridere con Nelson. IRA CONTRO DIO, E IMPOTENZA DA SCHIANTARMI.

Il palazzaccio di 8 piani abbandonato a Chicago, a cui non potevi avvicinarti dalla puzza di cadavere che emanava. Le gang, mi disse il poliziotto che stavo filmando proprio lì, buttano ogni notte il cadavere di qualcuno dentro alle finestre sfondate del piano terra. Ah! Poi, i pensionati e i licenziati ammalati che vidi sfilare a migliaia in Pennsylvania, molti con le flebo attaccate al braccio e il cartello appeso al collo con su scritto “O la cena o i farmaci”. Poi, la donna pestata a sangue dal marito alcolizzato che trovai accasciata in strada a Barnet (GB), la raccolsi e la portai in banca, dove lei scongiurò il cassiere di prestarle 5 sterline per la birra del marito, se no la rimassacrava. Lui: no. Poi, i laureati, o ex hostess di linee aeree, o commessi, o muratori che dormivano ogni notte su una corriera notturna a Paolo Alto, California, li filmai, gli parlai, erano le vittime della prima Bolla finanziaria dell’era digitale. E io portai indietro in un Paese come l’Italia, abitato dal popolo più stupido e viziato del Pianeta, tutte queste storie a partire da 30 anni fa, trenta. Per cosa? Per avere un PD, Santoro o Casaleggio, e una popolazione "piove, governo ladro!"? SENSO DELLA FARSA, PERDITA DEL LIMITE DELLA BUFFONERIA.

Potrei scrivervi decenni di esempi così.

ORRORE

IL PARADOSSO PIU’ OSCENO IMMAGINABILE

ALLUCINAZIONE VIOLENZA ESTREMA, DISUMANA VERITA’ TUTTO INSIEME

IRA CONTRO DIO E IMPOTENZA DA SCHIANTARMI

SENSO DELLA FARSA, PERDITA DEL LIMITE DELLA BUFFONERIA

Queste cose vivono in me, mi chiamo Paolo Barnard. La vita è questo, essa è tutti i sostantivi e aggettivi qui sopra mescolati, ogni giorno e ogni giorno può essere l’ultimo. Questo io esprimo nei miei scritti, quelli seri e quelli folli. Gioco col mio ‘successo’ professionale, sta puttana che è, lo creo e lo disfo sempre. Gioco con voi fessi che ancora prendete sul serio questi demoni che giocano a dadi con la vostra vita. Gioco con voi seriosi ‘fessi austeri’, quelli che “si leggono solo! le cose serie dei giornalisti seri”. Gioco con voi donne ‘fesse politically correct’, il cui DNA nel 99,9% dei casi v’impedisce di vedere oltre qualsiasi confine, menti ingessate.

Cosa devo fare con una vita che mi ha inzuppato di ORRORE; IL PARADOSSO PIU’ OSCENO IMMAGINABILE; ALLUCINAZIONE VIOLENZA ESTREMA, DISUMANA VERITA' TUTTO INSIEME; IRA CONTRO DIO E IMPOTENZA DA SCHIANTARMI; SENSO DELLA FARSA, PERDITA DEL LIMITE DELLA BUFFONERIA? Lasciatemi almeno prenderla a schiaffi, esagerare oltre i confini, sputare in faccia come un clown alla vita horror-clown, e lottare finché avrò forze.

E non mi rompete le palle. Andate a leggere altri.

 


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