[Alcune considerazioni su...]

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INNO A UNA RARA DONNA, DA UN NOTO MISOGINO.

Detesto le donne in genere. Detesto gli uomini in genere. Ma una donna, Donna, va celebrata, e sarete contente voi lettrici.

La donna ritratta sopra, di cui mantengo l’anonimato, quella merita di essere un esempio non solo come Donna, ma come Persona, come Pietra miliare morale, come anima di compassione, come penitente di grande coraggio.

Come Cristo insegnò nelle parabole dei Talenti e del Figliol Prodigo, lei è evangelica. Perché dalle profondità dell’errore, dell’abiezione personale, ella seppe redimersi. Non come altre donne isteriche. Non come altri uomini conigli raglianti.

Voi ditemi perché non posso io, esperto di globalismo, Mediorente, finanza, combattente sociale fino all'annientamento di me stesso, perché io non posso dedicare uno spazio a una Grande Donna? E mi dite che sono un misogino?

Lei sbagliò, lei si coprì di peccati come accadde nella Parabola evangelica dell’adultera (dal Vangelo di Giovanni 8,1-11), ma poi, e senza la presenza immane di un Cristo, badate bene, lei sola come un cane seppe redimersi, riconoscere ogni singolo errore che commise, e divenne Donna, al contrario di quelle che la 'donna è zzempre una vittima'.

Guardate che a parte le mie parole – che molti di voi riterranno retoriche, la cosa che voglio sottolineare è come ci sono Donne, pochissime, che sanno fare quello che noi uomini lungo la Storia dell’umanità fino ad oggi non sappiamo fare in simili numeri, e soprattutto nell’ombra, come lei.

Questa anonima donna, soffrì per amore fino alla follia. La follia le fece compiere atti immorali. Ma poi seppe, SENZA AIUTO ALCUNO, redimersi, capirsi, e non solo, ehhh! Sarebbe facile fin qui…

… Ella, quindi, seppe redimersi, tornare sui suoi passi di dolore, e oggi soccorrere, accarezzare, alleviare, quella medesima figura per cui peccò, per cui fece del male ad altri e ad altre innocenti, e seppe riconoscere di aver fatto del male a degli/delle innocenti. Era una professionista che si giocava una carriera brillante mentre 'peccava' di odio immotivato. E arrivò al limite estremo di giocarsela, questa "stolta" come la definii a quei tempi. Ma poi di nuovo…

… Da sola, sola come un cane, e anche con sulle spalle un dramma familiare a non alleggerire le cose, con sulle spalle una carriera eccellete, con sulle spalle lotte per non soccombere da donna fra colleghi maschi... ella seppe capire se stessa, redimersi come ho detto, ella seppe tornare quell’incredibilmente rarissima figura di Donna, culla, cuore, abnegazione, e fine intelligenza, e di nuovo Donna. 

QUANTE VOLTE NOI UOMINI SAPPIAMO FARE QUESTE ULTIME COSE? EH?

Non si perse come altre in isteriche recriminazioni.

No. Lei fu Donna.

Non sono parole retoriche, io, Paolo Barnard testimone dal Salvador all’Africa, alla Globalizzazione, fino al rischio micidiale di urlare “Monti sei un criminale” in Tv nazionale che mi poteva annientare da tutti i punti di vista, io stanotte voglio omaggiare una della rarissime Donne che oggi vivono.

Maschi, vero è, e verissimo è, che l’umanità maschile e femminile è composta al 99,9% di meschini e meschine, ma attenti a questo passaggio: quando un raro Grande Uomo si erge al di sopra, noi lo celebriamo fino alla nausea. Quando una Grande Donna, come quella sopra, fa la medesima cosa, la si passa in silenzio.

Questo è abominevole. Viva lei. Firmato Paolo Barnard, il misogino. Certo. 

 

 


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