[Alcune considerazioni su...]

(versione stampabile)


QUESTA FIRMA LA DOVETE METTERE. PENSATE A NON CREPARE DA CANI.

 

C’è da mettere una firma. Fatelo! Per voi! Ma prima leggete.

Era un medico che Lev Tolstoj avrebbe celebrato. Io e lui, Vittorio si chiamava, fummo notti e giorni per anni insieme per scrostare a unghiate anche solo l’uno per cento della sofferenza dei morenti più martoriati della Storia moderna, cioè le prime generazioni di ragazzi divorati dall’AIDS. Crepavano come non potrete mai immaginare, prima dell’arrivo delle nuove terapie.

Una notte nella fioca luce della guardiola ci fissavamo negli occhi, la morte era il ronzio ininterrotto nella nostra vita lì dentro, e io gli dissi: “Vittorio, hai paura?”. Lui reclinò il capo da una parte, quel visto mite che ho piantato nel cuore, e rispose: “Ne ho una sola. Perdere le mie facoltà e dover morire in un letto pompato di tubi e farmaci, vegetale, puzzando, per mesi”.

Vittorio morì dopo aver perso le sue facoltà, in un letto d’ospedale, pompato di tubi e farmaci, vegetale, per mesi, piaghe da decubito, puzza. I colleghi non lo lasciarono andare, bastava staccare le macchine. Ricordo che certe notti mi arrampicavo all’esterno sulle scale anti incendio e lo spiavo dal vetro e pregavo “Stop! Fermati cuore di merda, stop!”, ma il bip del monitor non m’ascoltava. Ero a due metri da lui quando spirò, e spirò con un sinistro roco rantolo, e io so cos’era, era “Dannati voi che mi avete fatto questo”, detto ai suoi ‘amici’ medici.

L’eutanasia e il suicidio assistito sono una cosa. Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), o Testamento Biologico, sono ben altro. Significa questo: se fosse esistita una legge votata dal Parlamento italiano che avesse reso legali le DAT ai tempi del Dr. Vittorio, egli avrebbe potuto scrivere di suo pugno le sue volontà precise in caso di mancanza di coscienza, o di impossibilità a esprimersi, e concomitante percorso di morte o di malattia devastante, che può durare anni se alimentata dalla tecnologia medica. E avrebbe scritto: “Se perdo le mie facoltà, non voglio morire in un letto pompato di tubi e farmaci, vegetale, puzzando, per mesi”. Se fosse esistita la legge sulle DAT, gli avrebbero legalmente staccato le macchine e lui sarebbe volato via in pace.

Pensateci. Si parla qui della nostra fine, che è una certezza, ma oggi non esiste la certezza che la Legge e la Medicina ce la renderanno ‘umana’, ma soprattutto conforme alle nostre volontà.

Chi vuole morire come il Dr. Vittorio alzi la mano. Se no, firmate la petizione che metto sotto, è una cosa serissima. Cliccate sul link, è tutto spiegato. Io clicco ora, e se potessi cliccherei non stop fino a domattina e lo farei nel nome mio, delle persone che amo e dell’immenso Dr. Vittorio. Nel nome vostro, anche.

Eccola: FATE GIRARE!

http://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT81981  

 


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