[Alcune considerazioni su...]

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COME ASFALTARE UNA VOLTA PER SEMPRE QUESTO: CI UCCIDONO PER ALLAH. SBAGLIATO. LE PROVE.

 

Incipit: Devozione ad Allah? Imporre la fede di Maometto agli infedeli? Odio per i costumi occidentali? E come premio le 72 vergini con “fantastiche tette e vagine eternamente vogliose” in Paradiso? E’ questo che motiva gli attacchi suicidi islamici contro di noi? No. Falso. Ciò che li motiva nella quasi totalità dei casi si chiama ‘Guerra Partigiana’ contro un invasore e predatore omicida straniero, noi, l’Occidente. Nulla di religioso, cari politici isterici. E vi va tanto di traverso, ma tanto, perché ciò che ho appena detto è provato ai massimi livelli di autorevolezza, e a questo punto il dito delle vittime occidentali degli attacchi islamici deve volgere nella vostra direzione e gridare: “Non ci diceste la verità! Il nostro sangue poteva essere risparmiato e voi lo sapevate!” (assieme al sangue di milioni di musulmani).

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Era il 2005 e stavo completando la ricerca per il mio libro “Perché ci Odiano” per Rizzoli. M’imbatto durante una delle mie estenuanti giornate nei cunicoli del National Security Archives di Washington in un nome: Prof. Robert Pape, università di Chicago. Stano tizio, uno che ossessivamente spulciava migliaia di documenti sugli attentatori suicidi di Al Qaeda, ma rovistando in dettagli maniacali e personali della loro vita e di ogni parola che avevano lasciato dietro di sé. E accumulava spread sheets con intrecci di date, luoghi, affiliazioni, background, a centinaia e centinaia, li incrociava, confrontava, si spaccava gli occhi su sta roba.

Entrammo in contatto, ero troppo curioso. Mi disse subito LA cosa: le prove stavano emergendo come fiotti di petrolio dal deserto saudita che in realtà la cieca fede in Maometto, lo studio dei precetti del Corano, e la devozione ad Allah non c’entravano un accidenti nel terrificante nuovo fenomeno che terrorizzava, e ancora oggi terrorizza, noi occidentali: i kamikaze islamici. Questi, disse Pape, non sono psicotici fanatici dell’Islam, no. Sono combattenti ciechi di furia contro l’occupazione e la sanguinaria predazione delle loro terre da parte dell’Occidente. Odiano i nostri eserciti, i politici che glieli mandano, e gli elettori di quei politici, cioè noi. Sono… bè… sì, ‘partigiani’. Allah non c’entra praticamente nulla.

Leggendo questa sua missiva mi balzò fulminea alla mente una dichiarazione di Osama Bin Laden che avevo appena incluso nelle bozze del libro, questa: ““La sicurezza è un pilastro importante della vita umana. I popoli liberi non rinunciano alla loro sicurezza. Questo smentisce l’affermazione di Bush che noi odiamo la libertà. Che ci spieghi perché non attacchiamo la Svezia, per esempio.” (messaggio videotrasmesso da Al Jazeera il 29 ottobre del 2004). Già. Non aveva detto, Osama, che “la fede era un pilastro importante della vita umana”, non disse che “i popoli liberi non rinunciano al loro Dio”. Sicurezza, parlava di sicurezza, non Islam, non infedeli da uccidere, parlava di come il Neo-colonialismo americano aveva distrutto la sicurezza dei musulmani, e gliel’aveva distrutta in bagni di sangue. E ancora: quando intervistai colui che fu il n. 3 di Al Qaeda fino al 1999, egli mi disse perentorio quanto segue: “Ogni singolo nuovo soldato di Al Qaeda ci arriva con una singola priorità: liberare la Palestina dall’occupazione dei Crociati (USA/Israele)”. Non “fare della Palestina un califfato islamico”. Tutto quadrava. Il Prof. Pape stava vedendo giusto. Era il 2005.

Ora fastforward come nei film. Pape continuò a lavorare come un pazzo per anni, e nel 2010 presentò le sue conclusioni al mondo accademico, conclusioni tratte dall’esame di 4.500 attentati, 15.000 documenti, ed eccole di nuovo: il 95% dei kamikaze islamici si ammazza e ci ammazza per liberare le loro terre dalle OCCUPAZIONI. Se non li avessimo sottomessi, sfruttati e massacrati per 80 anni, e se non insistessimo ancora oggi in questo colonialismo scellerato a colpi di bombe, non ci attaccherebbero. Allah non è un fattore centrale.

Boooooom! La bomba atterrò al Pentagono, e indovinate cosa? Il comandante in capo della marina americana, nientemeno, cioè l’Ammiraglio Gary Roughead, nell’ottobre del 2010 dichiarò al Congresso degli Stati Uniti che sposava appieno la ricerca e le conclusioni del Prof. Robert Pape. E’ questo, se mi permettete un commento, il bello dell’America: anche le sue componenti peggiori riescono talvolta a fare la cosa giusta. Da noi è impossibile. Ma continuo.

Il primo mito da sfatare è che il fenomeno kamikaze sia l’arma prediletta dell’Islam religioso militante. I dati rivelano che dal 1982 al 2003 la maggioranza degli attentatori suicidi furono i Tamil Tigers, nello Sri Lanka, e sono Hindu. Inoltre più del 30% dei kamikaze musulmani di quell’epoca furono laici, come ad esempio i Kurdi del PKK in Turchia. Vero è che la comparsa dei ‘martiri’ imbottiti di tritolo avviene nel 1983 in Libano, per opera della neonata Hezbollah, che il 23 ottobre 1983 con la vita di un singolo suicida massacrò 241 soldati americani che avevano invaso la loro terra dopo le forze israeliane. Ma evidente è che l’attacco non fu motivato dalla guerra agli infedeli, ma dalla guerra agli invasori. Stessa motivazione in tutte le altre terre che videro i kamikaze in azione nei successivi 20 anni: Palestina, Sri Lanka, Punjab, Afghanistan, Iraq, Turchia, Cecenia, Kashmir, ciascuna di queste zone schiacciata da una presenza militare d’occupazione. Nessun Dio in primo piano.

Ma anche l’analisi della nazionalità dei 69 suicidi di Al Qaeda ci rivela molto: erano all’89% sauditi, e guarda caso comparvero in massa dopo l’arrivo in massa di truppe americane negli Stati del Golfo a partire dal 1990. Di nuovo: occupazione straniera. Bin Laden, come dimostrato dal mio libro, voleva in primis abbattere l’abominevole monarchia Saudita, fin dai suoi esordi come combattente, ma l’arrivo in massa delle armate occidentali gli stroncò questo piano. Si parla quindi di motivi strategici militari, non religiosi. E infatti notate le parole chiave nelle più note rivendicazioni dei gruppi suicidi: Hezbollah “Porre fine a ogni entità colonialista nella nostra terra” – Tamil Tigers “Espellere le forze nemiche (pro-India) dalla nostra sacra terra” – I Ceceni “Non accettiamo l’umiliazione di vivere sotto un’occupazione (regime pupazzo dei Russi)” – Al Qaeda “Liberare i luoghi sacri… espellere le loro armate affinché cessino di minacciare le vite dei musulmani”. Nessun Dio in primo piano.

La conferma di tutto quanto sopra arriva, poi, dopo l’escalation di occupazioni militari straniere (Occidentali) a partire dal 2004 fino a oggi. La stragrande maggioranza degli attentati suicidi avviene, e tocca vette alte, proprio in Iraq, Afghanistan, Siria e Pakistan. Uno straordinario filmato reso disponibile dal Pentagono pochi anni fa, di nuovo conferma la tesi delle motivazioni ‘partigiane’ dei suicidi, e non religiose. Si tratta del più noto video per il reclutamento di kamikaze disponibile, protagonista un Jihadista americano di nome Adam Gadahn. Non una singola parola dell’uomo che doveva reclutare ‘terroristi’, non una singola parola, è dedicata ad Allah o ai precetti della guerra agli infedeli. Tutto parla di occupazione straniera e di atrocità commesse contro i musulmani dagli occupanti. Adam Gadahn si sofferma sui nostri peggiori crimini, come le ormai decine di migliaia di musulmani innocenti fatti a pezzi dai Drones USA, o torturati a morte, o massacrati con bombe al fosforo, o rapiti e detenuti a Guantanamo senza processo per anni (anche minorenni), o atrocità singole come lo stupro di un’irachena da parte di marines americani a Mahmudiya in Iraq, dove la vittima fu poi ammazzata assieme a 3 membri della sua famiglie e bruciati per nascondere le prove. Occupazione e crimini di guerra, non Allah.

Stesse tematiche, identiche, sono listate dai due kamikaze inglesi nei video di ‘martirio’ da loro lasciati prima delle stragi a Londra nel luglio 2005. In particolare uno snodo importantissimo: ci dicono che colpire i cittadini occidentali è legittimo perché sono loro che hanno votato e rivotato i governi che hanno invaso, massacrato e rimassacrato i musulmani in questi anni, gli stessi governi che sempre perdonano i crimini contro l’umanità d’Israele, governi sia di destra che di ‘sinistra’. E ciò è verissimo. Stessa cosa che mi disse il mio insider di Al Qaeda nel 2003. Ma no. Nessuno ascolta.

Ma una cosa che io ho già ampiamente detto, e che è assolutamente e terribilmente cruciale se esistessero encefali umani e non suini nelle teste sia del pubblico che dei politici, è che oggi l’azione ‘partigiana’ degli attentatori suicidi di cui sopra non è più fermabile, né combattibile, né trattabile con l’uso delle armi da parte dell’Occidente, perché essi hanno scelto la più micidiale delle strategie della Storia: hanno messo da parte la dipendenza dai leader carismatici (Bin Laden, Zawahri, Baghdadi…) e hanno abbracciato il ‘terrorismo’ alla spicciolata (Retail Terrorism), cioè cellule indipendenti, autogestite e soprattutto sparse ovunque. Impossibili da stanare tutte, impossibili da fermare con le bombe. Ma di nuovo le teste zeppe di uova sode dei politici e dell’opinione pubblica predicano proprio le azioni che ALIMENTANO la guerra ‘partigiana’ dei kamikaze contro di noi, cioè sempre più occupazioni, sempre più bombe e innocenti sterminati, sempre più omicidi dei loro leader con famiglie e bambini. Non per niente a nulla, assolutamente a nulla, sono serviti gli omicidi di personaggi come Bin Laden (sempre che fosse lui), come Al-Zarqawi, come Al-Rantissi, come Ahmed Yassin, come Al-Masri, o come il predecessore del capo dell’ISIS odierno, cioè Abu Omar Al-Baghdadi, e le centinaia di altri ‘assassini extra giudiziali’ di sospetti capi islamici operati dai Drones USA col solito codazzo di migliaia di morti civili arabi. A nulla. Anzi, peggio.

E arriviamo all’ISIS. Stessa storia, ma precisamente la stessa. L’ISIS è, senza più ombra di dubbio, il parto delle folli politiche USA in Iraq dopo il 2003. Per i novizi: cade Saddam (un porco allucinante ma tanto caro a noi per decenni…), e Washington non trova di meglio da fare che mettersi a giocare a Risiko con le etnie e le tribù irachene, di colpo privilegiando gli Shiiti del sud, e i Kurdi al nord, frammentando la minoranza sunnita, ma poi invertendo rotta cento volte fino a creare un groviglio talmente demenziale che infatti ha prodotto mostruosità. L’ISIS come oggi lo conosciamo è un gruppo di combattenti sunniti formato da: ex di Al Qaeda in Iraq; ex miliziani di Saddam; e una costellazione di militanti fra siriani, marocchini, algerini, leader tribali iracheni traditi dagli USA e adepti occidentali. La cosa da notare sulla nascita dell’ISIS è di nuovo questa: contrariamente a quanto blaterato dai media, Allah NON E’ l’ispiratore di questi mostri. La loro culla è l’OCCUPAZIONE, di nuovo, delle loro terre da parte del governo centrale Shiita iracheno con appoggio USA. In particolare l’ISIS  prende una spinta propulsiva enorme dalla vicenda dell’affare Anbar, che spiego in breve.

Nel 2006 il Pentagono, alla disperazione per il sopraccitato disastro da loro causato in Iraq, offrì al covo dei più feroci ‘partigiani’ iracheni in Al Qaeda 300 dollari di stipendio al mese, a circa 100.000 di loro, perché smettessero di farsi saltare in aria. In cambio gli USA li avrebbero lasciati in pace. Sorpresa: gli attentati calarono quasi a zero come per miracolo, infatti questa svolta prese il nome di ‘il miracolo di Anbar’. Ma poi il governo iracheno a Baghdad, Shiita, intervenne con armi USA, ovvio, e fece a pezzi quell’accordo. Ora attenti: i primi vagiti dell’ISIS escono esattamente da quel conflitto, NON da chissà quale rivelazione coranica di un promesso Califfato. E gli attentati kamikaze ripresero in massa. Ragionate per favore.

E qui riporto ancora le innegabili conclusioni del più grande studio fatto al mondo sugli attentati suicidi, dal Prof. Robert Pape: IL 95% DI ESSI E’ MOTIVATO DA UNA GUERRA ‘PARTIGIANA’ PER LA LIBERAZIONE DI TERRE DALL’OCCUPAZIONE STRANIERA CHE NOI SOSTENIAMO CON FIUMI DI SANGUE MUSULMANO VERSATO. NON ALLAH.

Oso, con un senso di tragedia, immaginare cosa sarebbe oggi il mondo se nel 1983 la politica occidentale avesse ragionato sulle motivazioni, sulle VERE motivazioni di quei primi giovani musulmani barbuti che nel Libano straziato dalle bombe israeliane e americane (19.000 morti innocenti fra cui oceani di bambini) si stracciavano una manica di camicia bianca, se la legavano attorno alla testa e si lanciavano contro il nemico per morire. Sempre fastforward a oggi: non avremmo avuto le Torri Gemelle, Bali, Marocco, Londra, Boston, Parigi, Bruxelles e tutte le altre tappe di sangue. E nessuno oggi avrebbe mai sentito la sigla ISIS.

Il petrolio? Le vie d’uscita c’erano, ieri ma soprattutto oggi. L’ho già scritto nel precedente pezzo. La maggiore si chiama normalizzazione con l’Iran, poi anche le rinnovabili, ma Iran sopra a tutti. E se le uova sode nella testa di Obama e codazzo di servi politici, se gli encefali suini della gggènte, si trasformassero anche solo per un anno in neuroni, non sarei qui a scrivervi questo.

 

 

 


 


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