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12. FAVOLA DI FINE ANNO DI BARNARD PER MICAELA E PER I BAMBINI.

 

Bambini voi tutti sapete che ogni anno finisce il giorno 31 dicembre, e che il giorno dopo, quando sorge il sole del primo gennaio, è l’anno nuovo! E così è dall’inizio dei tempi, anche prima dei Faraoni e persino quando c’erano degli uomini preistorici delle caverne. Ok?

Bè, sentite questa storia che è incredibile, e immaginatela stasera!

Ci fu un anno che finiva, non tanto tempo fa, e infatti era il 31 dicembre di quell’anno. Tutti gli uomini e le donne del mondo aspettavano con trepidazione che il sole tramontasse quel 31 dicembre e che venisse la mezzanotte, e che poi col nuovo sorgere del sole arrivasse appunto l’ANNO NUOVO! Come facciamo anche oggi. Ma quell'anno, come facciamo anche oggi, tutti prepararono banchetti e feste, le donne si facevano belle con abiti di seta e scarpe sensuali. Gli uomini… bè… i maschietti non sono proprio capaci di farsi belli come le donne, ma fecero del loro meglio. Tutti i ristoranti era zeppi la sera del 31 dicembre di quell’anno, tutte le sale da ballo erano piene di gente in festa, vi erano milioni di bottiglie di spumante pronte a essere stappate alla mezzanotte, perché, bambini, ripeto che dopo la mezzanotte del 31 dicembre il sole inizia a rialzarsi per annunciare il primo giorno dell’anno nuovo, cioè il primo di gennaio. Insomma, tutto era pronto!

Ma una cosa incredibile accadde nella notte del 31 dicembre di quell’anno. Ma così incredibile che ogni altra favola è meno incredibile!

Il Sole si era appena nascosto dietro la luna il 31 dicembre, pronto a risorgere dopo la mezzanotte, ma... ma....!!!!! Il suo volto si fece improvvisamente triste. Ma tanto triste. Le stelle si girarono tutte dalla sua parte e non avevano mai mai mai visto dalla notte dei tempi il volto del sole così triste. Le comete, che volano nel cielo alla velocità dei fulmini, si fermarono stupefatte, e sottovoce si chiedevano “Ma cos’ha il Sole? E’ ammalato?” La Luna si girò, e quando vide il sole con le lacrime agli occhi, rimase senza respiro. La voce corse rapidissima per tutta la volta celeste, i pianeti iniziarono a discutere! Giove, disse col suo vocione “Forse il Sole è troppo vecchio e troppo stanco!”. Ma Marte rispose “Macché, non vedi che piange? Chi è solamente stanco non piange, magari dorme!”. Venere, che purtroppo è molto stupida perché è bollente e con tutto quel caldo non ragiona mai bene, disse “Forse il Sole ha freddo! Ora lo scaldo io col mio fuoco”. Gli altri si girarono e dissero a Venere: “Ma taci, stupida, il Sole è centomila volte più caldo di te!”.

Insomma, tutto l’universo era scioccato a vedere che il Sole, a poche ora dalla sua alzata per annunciare al mondo di uomini donne e bambini il nuovo anno il primo di gennaio, era in lacrime e non rispondeva a nessuno. Eppure, sapete come funziona in questi casi, tutti decisero di farsi i fatti loro e nessuno andò dal Sole a chiedergli nulla, a consolarlo, nessuno fece niente.

A questo drammatico punto, bambini, dovete sapere una cosa. C’era nel cielo spaziale una grande stella chiamata Fiammella, perché a vederla dalla nostra Terra sembrava proprio una fiamma lontana lontana. Fiammella la stella, aveva fatto tanti bambini stelle, ne aveva fatti 10! Ma una di loro, una stellina femmina bizzarra che si chiamava Stellina senza Casina, era veramente strana. E perché era strana? Bè, basta il nome no? Tutte le stelline quando nascono hanno una loro casetta e lì si mettono ferme per secoli e secoli. Lei no! Lei non voleva stare ferma, si annoiava, lei voleva guizzare di qui e di là per conoscere le Comete, per fare la giostra sugli anelli del pianeta Saturno che girano velocissimi, per fare lo scivolo dentro i crateri della Luna che sono morbidi come la neve… insomma, ragionava Stellina senza Casina, perché me ne devo stare per milioni di anni ferma ad annoiarmi quando ci sono tanti giochi divertenti da fare nel cielo?

E capitò che anche Stellina senza Casina venne a sapere che la notte del 31 dicembre di quell’anno il Sole era nascosto a piangere dietro alla Luna, e così ci andò di corsa. Ecco cosa successe.

Stellina guardò l’immenso faccione triste e segnato dalle lacrime del Sole e gli chiese “Sole, mio grande papà, cosa ti rende tanto triste? Lo sai che fra poche ore tutto il mondo degli uomini donne e bambini aspetta che ti alzi per annunciare l’anno nuovo?”. Il Sole spalancò gli occhi, non poteva credere che quella minuscola bimba stella fosse lì a chiedergli queste cose, eppure ne fu commosso. In fondo nessun altro nel cielo gli si era avvicinato in un momento così triste! E allora rispose una cosa INCREDIBILE bambini. Rispose:

Sai, mia dolce Stellina senza Casina, tu sei piccola, io invece ho visto il mondo degli uomini donne e bambini da mille e mille e mille anni. Ogni 31 dicembre sono tramontato con un gran dolore in me, poiché il mondo è cattivo, la gente fa del male anche ai bambini che sono dei tesori, poi ci sono le guerre orribili, poi l’amore fra gli uomini è sempre meno. E ogni primo di gennaio sorgevo sperando che l’anno nuovo portasse pace, bontà, affetto, saggezza fra la gente del mondo. Ma non è successo mai, anzi, le persone sono sempre più stupide, egoiste. Fanno sempre più guerre, e i poveri che non possono mangiare sono sempre tantissimi, i meravigliosi bambini soffrono in tutto il mondo. Io mi sono stancato, io non voglio più illuminare un altro anno sulla Terra con tutta quella sofferenza, con tutte quelle brutte cose. Gli uomini e le donne non se lo meritano, e questo mi fa piangere. Quindi ho deciso che domani, primo di gennaio, io non sorgerò più! Basta!”.

Stellina senza Casina sentì un gran male al suo cuoricino. Che brutto posto doveva essere la Terra della gente, pensò, se persino il Grande Sole si era stancato di sorgere. Ma soprattutto, pensò Stellina senza Casina, se il Sole non sorgeva il primo di gennaio, non ci sarebbe stata più storia sulla Terra. Nessun anno nuovo. Tutto fermo. Nessun futuro e buio per sempre! Oddio! Oddio! pensò Stellina senza Casina, e si sentì così sola e impotente. Cosa fare? Cosa mai fare?

Ma Stellina senza Casina aveva un cervello svelto e fece questa pensata: “Il Grande Sole, povero, è deluso dalle genti della terra, e ha ragione. Ma sulla terra non ci sono solo le genti..... Ci sono i teneri innocenti bambini, ci sono gli alberi, i grandi bellissimi alberi delle montagne. C’è il grano e ci sono le pannocchie. C’è la tenera erbetta verde. Ci sono le marmotte e gli scoiattoli, i grandi animali dell’Africa, ci sono i fiori di mille colori, ci sono i girasoli che adorano il Sole, c’è la neve che non vede l’ora di scaldarsi a primavera e sciogliersi in tanti ruscelli allegri coi pesciolini dentro che poi vanno al mare…".

E allora bambini, ecco cosa fece la Stellina senza Casina la notte di quel 31 dicembre. Scese sulla terra e, guizzando come una saetta fra alberi, montagne, prati, grano, pannocchie, fra l’erbetta, fra gli animali del bosco, fra quelli dell’Africa, fra i fiori, i girasoli, la neve e i pesci, e nei sogni dei teneri bambini!... raccontò che cosa terribile sarebbe successa se il Sole non fosse più sorto il giorno dopo per l’anno nuovo. Oddio! gridarono tutti, e che facciamo ora noi che con la brutta gente non c’entriamo niente?

” esclamò la Stellina senza Casina, "ora noi facciamo un’immensa preghiera al Sole triste e gli diciamo che sulla Terra anche noi lo amiamo tanto e che per favore sorga domani, almeno per noi!

Bambini! Voi non lo sapete, ma quella notte fra il 31 dicembre e il primo di gennaio, quando sembrava che il nuovo anno non dovesse mai più nascere per sempre, UN IMMENSO GRIDO si levò dai monti, dai mari, dai campi, dalla savana dell’Africa, dai fiumi, dalle tane degli scoiattolini e delle marmotte, dalle distese dei fiori, e dai sogni dei teneri bambini, e disse: “Sole! Dimentica la gente adulta, ricordati di noi che senza di te non potremo più vivere. Sorgi per noi! Noi ti amiamo… NOI TI AMIAMO!” Fu un grido immenso, eppure la gente adulta della Terra tutta intenta a festeggiare e a fare botti coi petardi e con lo spumante, manco lo sentì... Da soliti stolti quali sono.

Dietro la Luna, quella notte, un grande Sole fu svegliato nel suo triste sonno finale da quel coro di amore per lui. Lo ascoltò, si commosse tantissimo e capì che dopotutto, per mille e mille anni lui era stato amato anche da tante altre cose sulla Terra, cose più buone della gente, cose che non fanno le guerre, cose che non fanno male ai bambini, cose che sanno amare, come quando le api si amano e fanno le apine e non litigano mai, cose come i dolci bambini!… Il Grande Sole capì che poteva scaldare e dare vita a tutte quelle cose belle, che, sapete bambini, si chiamano LA NATURA, e si chiamano voi, bimbi. E SORRISE ANCORA!!!!!!

E fu così che poche ore dopo, all’alba del primo di gennaio di quello che poteva essere stato l’ultimo anno del mondo, il Grande Sole sorse ancora.

Le genti adulte, stupide come sono, festeggiarono, e gridavano fra di loro “Auguri!”. Ma neppure s’immaginavano quanto ora il Grande Sole se ne fregasse di loro. Lui era sorto per la Natura e PER I BAMBINI, non per noi grandi. E così fu da allora, ogni primo di gennaio, ogni anno fino a oggi.

Intanto nel buio cielo dei pianeti danzava felice una piccola, meravigliosa, coraggiosa, bimba-stella chiamata Stellina senza Casina. E ancora danza felicissima e curiosissima oggi.

(NOTA: tutte le favole di Barnard sono di sua invenzione esclusiva e coperte da Copyright)

 


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