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10. LE FAVOLE DI BARNARD PER I BIMBI DEI SUOI LETTORI (QUI MAMME E BIMBE).

 

(NOTA X I GENITORI: QUESTA FAVOLA SULLE DONNE E' PURA FANTASIA, E' UN SOGNO DI UN UOMO CHE INVECE SA BENE CHI SONO LE DONNE, CON O SENZA MASCHI. MA FA BENE AI BAMBINI, CHISSA' CHE UN GIORNO NON CAMBINO LE COSE)


Bambini, il mondo è tondo, e ci sono posti tanto lontani da noi, posti misteriosi, anche se oggi gli esploratori li hanno praticamente scoperti tutti.

Ma tanto tempo fa, in mezzo a un mare enorme chiamato Oceano, esisteva una bella isola che nessuno aveva ancora scoperto. Era l’isola Delicata, sì, si chiamava proprio così. In questa isola, che era sempre rimasta nascosta dal mondo normale, VIVEVANO SOLO… DONNE E BAMBINE. Ma davvero!

Faceva sempre caldo sull’isola Delicata, c’era una brezza gentile giorno e notte che veniva dal mare color cobalto, e la cosa più evidente da notare in giro erano i capelli, sia ricci, sia lisci, sia a boccoli, delle donne e delle bambine che svolazzavano al vento, belli, lucidi, e talvolta lunghi fino ai piedi. Uno spettacolo dolce, anche perché, lo sappiamo, le donne e le bambine profumano, e allora ad ogni angolo di strada, sulle spiagge, fra gli animali dell’isola, serpeggiava sempre il dolce odore di donne e delle bambine.

Ma, vi chiederete voi bambini che già sapete tante cose: come facevano a nascere le bambine dalle loro mamme se non c’erano uomini? Eh! Questo era il mistero, e ve lo svelo subito.

L’isola Delicata, molti molti secoli e secoli prima, non esisteva. Accadde che nel cielo degli Dei viveva una fata, la fata Carezza, chiamata così perché faceva le magie senza pentoloni, senza formule magiche, senza bacchetta, ma solo con una carezza. Lei accarezzava un alberello ammalato, e questo guariva! Lei accarezzava le nubi, e smetteva di piovere. Ma purtroppo, alla fata Carezza non piacevano gli Dei maschi, non le piacevano neppure le Dee femmine, che erano diventate prepotenti e si comportavano identiche ai maschi, che tuonavano nei cieli con i loro ordini, e che addirittura si uccidevano anche fra di loro. Fu così che la fata Carezza decise di fuggire da quel brutto mondo dei cieli dove maschi e femmine erano identici, e con una sua carezza creò sulla terra una piccola isola in mezzo al mare dove ella potesse fuggire. E fuggì.

L’isoletta che aveva creato era una vera culla, la chiamò l’isola Delicata. C’era di tutto: frutta, acqua, pesci in mare, palme per l’ombra, e tanta pace. La fatina Carezza ricordava quegli orribili Dei che aveva abbandonato, e soprattutto aveva ribrezzo per quelle Dee femmine che per ingordigia di potere si comportavano identiche agli Dei uomini. Allora la fata Carezza andò vagando per un campo di cotone dove, sapete bambini, le piante producono tanti tantissimi batuffoli di cotone bianco e morbido. Carezza ne sfiorò alcuni e diede l’ordine della sua magia:

Che da ora in poi, ogni batuffolo di cotone che accarezzo si trasformi in una bambina dolce e gentile! MAI in un maschio!

Molti di quei batuffoli spiccarono il volo e si depositarono in ogni parte dell’isola, che fu quindi popolata da bellissime bimbe, paffutelle e allegre. Arrivarono le caprette con le pecorelle, che con le loro mammelle piene di latte squisito allevarono quelle bambine. L’isola Delicata si popolò quindi di bimbe, poi ragazzine e poi donne. Si fecero villaggi e strade, perché le donne quando sono donne sanno fare tutto e lo fanno molto meglio dei maschi. Sull’isola si facevano feste e tante chiacchiere la sera sotto la luna.

Ogni tanto un batuffolino di cotone cadeva ai piedi di una capanna, ed ecco che una nuova bebè era nata. Nessuna delle donne dell’isola Delicata si meravigliava di ciò, perché esse non avevano mai conosciuto gli uomini, e quindi per loro era normale che le bambine nascessero così. E le donne dell’isola Delicata neppure sapevano che nel bosco viveva la dolce fata Carezza!

Sapete bimbi e bimbe, fra le donne dell’isola Delicata non esisteva l’invidia! E sapete che l’invidia è la madre della cattiveria, per cui non esisteva la cattiveria. E perché non esistevano l’invidia e la cattiveria? Semplice: perché non c’erano i maschi. Nessuna donna o ragazzina dell’isola Delicata si considerava più bella di un’altra. Nessuna donna o ragazzina faceva cattiverie alle altre pur di piacere di più a un uomo o a un ragazzino, perché non erano mai esistiti né uomini né ragazzini da quando erano nate. E ancora: sull’isola Delicata, nessuna donna voleva essere capo, padrona, potente. E perché questo? Semplice: perché non c’erano gli uomini che danno sempre cattivi esempi alle bambine, alle ragazzine e alle donne. Gli uomini insegnano cose brutte e sbagliate, e cioè insegnano alle bambine, alle ragazzine e alle donne che bisogna avere ricchezza, che bisogna comandare sugli altri, che tutto ciò che si fa deve essere fatto per piacere agli altri, e quindi per avere vantaggi dagli altri. Per fortuna gli uomini non esistevano sull’isola Delicata.

Invece sull’isola Delicata esisteva il profumo inebriante delle bambine, delle ragazzine e delle donne, e infatti ogni sera al tramonto i delfini giungevano fino a riva e sbucavano con la testa dall’acqua per respirare quei profumi femminili prima di andare a nanna, dove facevano sogni felici.

Ma un brutto giorno, lassù nei cieli degli Dei dove ormai anche le Dee femmine avevano imparato a essere esattamente come gli Dei maschi, una perfida Dea si accorse che laggiù nell’oceano sulla Terra esisteva la felice isola Delicata. Ed esattamente come avrebbe fatto un uomo, ella fu presa dall’invidia, da un’invidia nera. Fu così che diede ordine a cento navi di Pirati di arrivare sulle spiagge dell’isola Delicata, e di prendersi tutte quelle donne, ragazzine e bambine ancora pure. “Maledette!” ringhiò la perfida Dea, “voi conoscerete gli uomini e come loro diventerete! Hahahahahah!” gignò come fanno i corvi neri.

Quella notte la fatina Carezza ebbe un brutto sogno. Sognò le sue dolci donne dell’isola Delicata che si mischiavano con uomini brutti, avidi, e bugiardi, cioè i pirati in arrivo!! Sognò che le sue dolci donne dell’isola Delicata divenivano attratte dai regali di collane e gioielli che i Pirati portavano. Sognò che le sue dolci donne dell’isola Delicata avrebbero conosciuto il desiderio di avere potere, e col potere anche la brama di possedere, di conquistare, di far del male ad altri. Sognò che le sue dolci donne dell’isola Delicata avrebbero smesso per sempre di essere donne, ragazzine e bambine vere e dolci. Sarebbero diventate tutte come uomini, anche se vestite diverse, esattamente come tantissime donne sono oggi nel mondo moderno dove noi viviamo. Oddio! pensò angosciata la fatina: sarà la fine della spensieratezza, la fine della dolcezza, fine della divina femminilità sull’isola Delicata. La fata Carezza si svegliò che non era ancora l’alba, ma coi suoi occhi di fata vide all’orizzonte cento e cento navi di pirati avvicinarsi. Il sogno era stato un avviso! Era la fine.

E allora spiccò il volo, e da sopra l’isola dove donne, bimbe, e ragazzine ancora dormivano, ella stese una sua carezza e ordinò che tutta l’isola divenisse di marmo. Gli alberi si trasformarono di colpo in immense colonne di marmo. I ruscelli in lastre di marmo. I campi di cotone e di grano divennero steli e batuffoli di marmo. E le donne bambine e ragazzine divennero di colpo statue di marmo dormienti.

I Pirati arrivarono e furono sbalorditi. Credettero in un maleficio di qualche strega che durante le loro guerre avevano ucciso, e fuggirono terrorizzati.

Bè, arriviamo, bimbi, alla conclusione. Sotto a un maestoso albero di marmo nel mezzo del bosco di marmo, esiste ancora oggi una piccola figura di fata, con entrambe le sue mani al cielo, ma fatta tutta di marmo anche lei.

Chissà, forse un giorno, quando le donne-uomo del nostro mondo impareranno la lezione dell’isola Delicata, essa tornerà a vivere, e noi tutti maschi del mondo saremo innamorati delle vere, profumate, gentili donne di fata Carezza, e smetteremo di dargli il cattivo esempio.

(NOTA: tutte le favole di Barnard sono di sua invenzione esclusiva e coperte da Copyright)


 


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