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VOI: COME FARE LA FORTUNA DI IPHONE, SAMSUNG, FACEBOOK, WAPP. ALTRI PERSERO SOLO LE GAMBE.

 

E più scriviamo, e più ci mettiamo a rischio di distruzione, e più denunciamo, e più abbiamo coraggio, e più voi vi fondete i polpastrelli sugli Smart Phones, su Facebook, su Whatsapp. Altri ci lasciarono le gambe.

Cash flows, y on y net revenues, share prices, price earning ratios per Apple, Samsung, Zuckerberg, IBM e compagnia cantante sono direttamente proporzionali oggi alle tempeste di attivismo da tastiera che autori come me, combattenti come me o Sam Comizzoli, o anche plateali falsari, vi istigano. Allora, giusto per dare una mano alle equites delle sopraccitate multinazionali e annesse banche, eccovi una straordinaria storia di attivismo che non arricchì nessuna cazzo di equity, nessuno stracazzo di Facebook, nessuna banca.

1987. Cosa succedeva a quel tempo? Tante cose brutte, una delle quali era il terrorismo dei Contras in Nicaragua finanziato dagli USA di quella merda di Ronald Reagan. Ne ho parlato nel mio ‘Perché ci Odiano’ (Rizzoli BUR 2006). Massacri di contadini, sindacalisti, insegnanti, torture, stragi rivoltanti… cotolette al formaggio e Lambrusco, con gelato finale, shopping, e la F1 (cioè il classico corredo della gggènte dopo che vedeva le immagini dell’atrocità in tv, come con la Palestina, Afghanistan, Cecenia…). In Nicaragua, Washington ci andò pesante, orrore liquido. Le armi che Reagan faceva giungere ai Contras partivano su treni merci dalla Concord Naval Weapons Station in California, prima tappa per poi essere paracadutate a quei figli di troia dei Contras.

Un tizio, sì, sì, chiamiamolo attivista, e noi ‘attivisti’ sprofondiamo tutti nel WC di casa nostra, un attivista americano di nome S. Brian Willson il primo settembre 1987 decise di fermare quei treni della morte, dopo essere stato in Vietnam, in Salvador e in Nicaragua a vedere coi propri occhi cosa significa il nazismo imperialista americano, pagato esaltato da Washington come ‘lotta per la libertà’ (almeno le SS ci risparmiarono di chiamare i treni verso i forni di Auschwitz ‘lotta per la libertà’). E allora Willson quel giorno si sdraiò sui binari che partivano da Concord Naval Weapons Station in California, con attorno altri attivisti armati di cartelli, bandiere ecc., ben visibili.

Il treno merci arrivò, li vide, vide lui, e non si fermò. Brian perse entrambe le gambe, riportò 19 fratture e lo sfondamento del cranio. L’ambulanza della base militare americana si rifiutò di soccorrerlo. Eppure sopravvisse.

Voleva, Willson, fermare le stragi dei contadini nicaraguensi, le torture dei bambini di fronte ai padri arrestati, lo sterminio degli insegnanti e dei sindacalisti, l’Olocausto del Nicaragua la cui sola colpa fu di non accettare supino il ‘Washington Consensus’. Ci provò Brian , facendo l’attivista. Come immaginate oggi è ampiamente RICORDATO dai media, dai giovani, dalla gggènte, dalle cotolette al formaggio col Lambrusco, con gelato finale, poi shopping, e la F1, dai consumatori di tablet e Facebook. Chi non lo ricorda? Voi tutti lo conoscevate, vero?

S. Brian Willson: “Fui arruolato in Vietnam. Ma no, io non seguo più gli ordini. Ho scoperto che seguire ordini non fa per me”.

Ora forza, tutti a clickattivarvi indignati, così i cash flows, y on y net revenues, share prices, e i price earning ratios per Apple, Samsung, Zuckerberg, IBM e compagnia cantante gli fanno stappare un’altra bottiglia di Krug Clos du Mesnil da 1200 dollari.

Ho finito.

 


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