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LUCA ERA GAY, E LA VANGA DELL’IGNORANZA. COME OGGI.

 

Enough with me, ho parlato a sufficienza di me, del mio genio non riconosciuto, degli orizzonti specchio del parossismo pornografico dell’uomo moderno che io espressi col mio uccello in rete, della mia integrità gettata alla varechina dei sorci.

Sono incazzato a morte perché Povia, il cantante, non merita la mia stessa sorte. Lui, al contrario di me, ha saputo in diverse istanze unire avvisi vitali per gli umani a melodie di notevole valore, che permettono alla pillola amara di andar giù meglio. Barnard la pillola amara l’ha sparata in faccia a tutti, spaccando nasi, sopraccigli, con la ‘melodia’ degli insulti impietosi ai vili, cioè a voi. Povia no, lui si è speso per porvela, la pillola amara, con la musica che vi accarezza. E non doveva finire come me, seppellito dalla vanga del’ignoranza.

Luca era gay. Il testo scritto da Povia (e/o soci) racconta un secolo di dibattito internazionale sul tema della genesi dell’omosessualità, e lo racconta senza una singola sbavatura. Certo, le lobby delle minoranze, le Nuove Inquisizioni (donne, sionisti, gay, compagni), hanno ragliato i loro ragli, e Povia ha cominciato a prendersi badilate di sterco dalla vanga dell’ignoranza.

Luca era Gay poggiava ogni singola strofa su questo, e solo per citare pochissimi esempi:

Sigmund Freud, che mai discriminò gli omosessuali, ebbe visioni fluttuanti sull’origine psichica dell’omosessualità, che descrisse come “un arresto dello sviluppo sessuale del bambino che nasce comunque bisessuale”. Quindi il grande Maestro esplorò la possibilità di aiutare la persona gay a rintracciare le cause di quell’arresto, e scrisse “… In alcuni casi siamo riusciti a far ritrovare alla persona i semi della sua eterosessualità stroncata… ma nella maggioranza dei casi ciò non fu più possibile”.

Come descrisse il dott. Jack Drescher del William Alanson White Psychoanalytic Institute, New York City: “Anche se Freud non vide mai l’omosessualità come una patologia, almeno da un punto di vista psicoanalitico, tuttavia egli ipotizzò che essa potesse essere causata da un attaccamento patologico fra mamma e bambino o viceversa” (Luca era Gay, papale papale, firma Freud).

Io ricordo molto bene il dibattito internazionale fra le professioni psicanalitiche, psicologiche e psicoterapeutiche a fine anni ’70 e durante gli anni ‘80. Ci ero dentro fino al collo. E sulla genesi dell’omosessualità, la tesi Povia era discussa dai massimi nomi della scienza dell’inconscio di allora: Carl Rogers, Rollo May, Abraham Maslow, Erich Fromm, Fritz Perls, Alexander Lowen… Nessuno di questi mai sposò totalmente l’opinione secondo cui di sicuro l’omosessualità era di origine ‘traumatica’, ma di certo considerarono ampiamente l’ipotesi, la tesi Povia. Nessuno a sinistra si scandalizzava.

Ancora oggi negli USA esiste una corrente interna all’American Psychoanalytic Association guidata dal Dr. Charles Socarides, che ha rifondato la National Association for Research and Therapy of Homosexuality. E qui sta la cosa interessante che la gay-lobby (in parte isterica) di oggi non vede. Tutte le correnti di ricerca che almeno in parte suffragano la tesi Povia, da Freud a Socarides oggi, laddove un’omosessualità si potrebbe trasformare in eterosessualità dopo la comprensione di un trauma genitoriale, sono proprio quelle che ESCLUDONO che l’omosessualità sia una malattia. Non ci vuole un genio a capirlo: una conseguenza di un trauma non è una malattia. Se hai paura di nuotare perché da piccolo sei quasi affogato, non sei un ammalato.

Fu invece l’ex presidente USA Ronald Reagan che a inizio anni ’80 lanciò una possente campagna per l’affermazione che l’omosessualità era di certa origine genetica, non curabile, e quindi UNA MALATTIA, una patologia del normale sviluppo del DNA umano. Una vera patologia. Ma sti fessi gay oggi usano la vanga dell’ignoranza per seppellire uno come Povia (e le tesi sopraccitate), e, senza rendersene conto, hanno dato la vittoria in mano a uno dei peggiori conservatori, omofobo (e criminale internazionale) della Storia.

Oggi Povia è riemerso dal fango che la vanga dell’ignoranza gli ha buttato addosso, e ha scritto la canzone più socialmente importante degli ultimi 30 anni in Italia, Chi Comanda il Mondo. Ma la vanga dell’ignoranza ancora l’insegue.

Neppure addolcita dalla bravura di questo musico, la verità passa. E allora, io Lupo Mannaro dell’informazione, Cobra, ‘pornografo’ della verità, è meglio che cambi mestiere.

BIG CALM

 


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