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LA CRISI DEL RUBLO, CAPIRCI QUALCOSA.

 

Il Rublo russo è una moneta, ok? Per giudicare cosa comporta il crollo del Rublo bisogna capire le operazioni monetarie. E al mondo oggi sono in pochi a capirle. Il Rublo sta crollando in valore, e tutta la stampa pontifica di questo e quell’altro, addirittura di un Putin al muro, alla disperazione. Bullshit, che tradotto significa cazzate. Anzi, in un'altra versione si dice Horseshit. Lui sta benissimo, magari sono i russi che come al solito se la prendono laggiù. Ma vediamo.

Come la Mosler Economics c'insegna, e come ho detto tante volte, l’economia di un Paese sono I SUOI BENI REALI, e mai il valore della sua moneta, proprio perché la moneta è solo un codice fittizio per permettere ai beni reali di essere prodotti e scambiati, ma soprattutto per permettere allo Stato di esistere.

Una moneta che collassa non ha mai rappresentato, in epoca moderna, un problema rilevante, se quella moneta è SOVRANA (l’euro non lo è) come oggi è il Rublo russo. Cos’è accaduto ai BRICS (Paesi in via di sviluppo) un annetto fa? Le loro monete sono collassate in percentuali molto vicine al collasso del Rublo oggi, con l’India in testa alla Caporetto. Oggi sono ancora lì, e anzi, si stanno riprendendo eccome. E cos'è accaduto al Giappone con la sua moneta che precipitava? Lo Yen si è svalutato del 35/40%, e attenti: quando il crollo del valore dello Yen è avvenuto, tutti sti tromboni commentatori si sono messi a dire che questo avvantaggiava l’export giapponese in modo enorme (perché i suoi prodotti ci costavano di meno). Come mai oggi con la svalutazione del Rublo tutti sti scemi dicono che la Russia è con le spalle al muro?

Ricordiamo un modello fondamentale di come funziona l’economia: LA RICCHEZZA DI UN PAESE E’ TUTTO QUELLO CHE ESSO PRODUCE INTERNAMENTE, PIU’ LE IMPORTAZIONI MENO LE ESPORTAZIONI. Cioè: tutto quello che esso produce internamente più le importazioni sono i famosi BENI REALI, quelli di cui viviamo; le esportazioni sono lavoro e beni che il tuo Paese dà ad altri perché se li godano, e in cambio il tuo Paese accumula valute straniere, che praticamente mai vanno a beneficiare la gente comune.

Ora, il fatto che il Rublo stia crollando significa che certi beni d’importazione costeranno di più ai russi, mentre si avvantaggiano moltissimo gli esportatori di quel Paese, che oggi fanno palate di soldi col calo del valore del rublo (vendono all’estero a prezzi stracciati per gli stranieri)…

… Ma chi sono gli esportatori russi? I soliti esportatori, come in Germania, Italia o USA: cioè industriali che per competere sui mercati mondiali cerca il calo degli stipendi di casa, impoverendo milioni di lavoratori a casa propria. Poi quando questi bastardi ci guadagnano con l’export credete che ridistribuiscano i profitti ai lavoratori? Col c… (finisce per azzo). Li investono in speculazione finanziaria. Bell’affare avere gli esportatori a casa tua!

E questo in effetti è un problema anche per i cittadini russi oggi, che col calo del rublo vedono la ricchezza del Paese spostarsi sempre di più verso sti oligarchi esportatori che se ne fottono del popolo russo, perché nulla di quello che producono finisce nelle loro case, ma sempre nelle case degli stranieri. E tutto questo a scapito delle importazioni, che sarebbero, lo ripeto, una parte della RICCHEZZA REALE DEI RUSSI.

Oggi va così col Rublo che cala, ma quello di cui non ci si ricorda è che la Russia ha sempre importato pochissimo anche quando il Rublo era più forte, e la sua gente è sempre stata tenuta a livelli di semi-povertà, ripeto, anche PRIMA del crollo del Rublo. Tradizionalmente la Banca Centrale russa e il governo hanno venduto petrolio e gas al mondo, e hanno accumulato miliardi su miliardi di valute straniere. Ma non li hanno quasi mai spesi per comprare beni e servizi (cioè importazioni) per il beneficio del popolo russo. Allora se oggi il Rublo cala di valore e le importazioni diventano un problema, non è che per il russo medio cambi un gran che.

Unica consolazione per i russi è che se si guardano i dati, il prezzo INTERNO di benzina, gasolio, energia ecc. è sempre rimasto stabile in questi mesi per il consumatore russo, anche oggi col crollo del valore del Rublo rispetto a Euro o Dollaro. Il russo non paga un centesimo di più per benzina, riscaldamento o energia per l’azienda. E poiché vi ho insegnato che il prezzo del petrolio/energia condiziona i prezzi di tutto (visto che tutto è fatto con l’energia), allora in Russia la stabilità dei prezzi dell’energia non ha comportato né inflazione dei prezzi (i prezzi vanno alle stelle) né deflazione (i prezzi crollano).

Fin qui abbiamo detto che nella realtà il crollo o la forte svalutazione di una moneta non significa un gran che nell’economia reale di un Paese, almeno non significa la morte civile. E abbiamo detto che il vero problema russo è precedente a questa crisi del Rublo, perché appunto il governo di Mosca accumulava miliardi di valute estere ma non li spendeva per importare vera ricchezza per i suoi cittadini. Quindi non si capisce dove stia tutta sta sbandierata ‘crisi russa’.

In realtà oggi la tragedia di quella gente è ben altra, cioè non è il crollo del Rublo, ma: 1) Putin non ha la più pallida idea di come potrebbe usare la sua moneta SOVRANA per creare la piena occupazione e la stabilità dei prezzi. Non lo fa, se ne fotte! B) la Banca Centrale russa è da sempre pilotata da bande di gangsters e mafiosi.

In queste ore avete sentito dire che la Banca Centrale russa sta acquistando Rubli e vendendo dollari a man bassa per sostenere il valore del Rublo (più si compra una moneta, più si apprezza (i Rubli), e più si vende una moneta più il suo valore cala (i dollari). Non sappiamo perché oggi lo stiano facendo, quello che invece sappiamo molto bene è che in passato la Banca Centrale russa ha fatto queste manovre solo perché i mafiosi amici di Boris Eltzin e oggi di Putin volevano dollari in tasca. E come facevano? Semplice: questi mafiosi miliardari andavano in banca, prendevano in prestito rubli, poi li cambiavano in dollari, che s’intascavano, ok? Poi sti oligarchi non ripagavano il debito in rubli alla banca, che veniva per forza assorbito dalla Banca Centrale e andava a gravare sul deficit dello Stato. Bel trucco eh? E’ possibile che anche oggi la Banca Centrale di Mosca stia facendo porcate del genere, possibilissimo.

Finisco con l’asse Russia-Cina. Ha senso, perché quello che fanno è di fare patti per il futuro sulla fornitura di energia. Mosca promette a Pechino gas e petrolio per 30 anni a prezzi fissi che soddisfano entrambi, ma che non cambieranno nel tempo, quindi mettendo entrambi i Paesi al riparo da eventuali shock dei prezzi (inflazione/deflazione). La Russia ci guadagna anche un gemellaggio di potere geopolitico con il gigante cinese, che fa impallidire e ridicolizza l’odierno crollo del rublo. Quindi, indovinate chi vince alla fine?

(Mosler Economics per l'Interesse Pubblico)

 


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