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(versione stampabile)


DONNA SENZA UNA GAMBA, DOVE SEI?

 

Non aveva una gamba, la polio gliel’aveva resa una specie di osso penzolante coperto di pelle. La prima notte che ci incontrammo io non me ne accorsi, ero così ubriaco che manco me ne accorsi. Lei: capelli a boccoli castano chiaro, lunghissimi, veneta, 25 anni, labbra carnose, occhi immensi e neri, un nasino dipinto, silenziosa. Sorrideva sempre. Era luglio, vestiva un pareo fino ai piedi, non me ne accorsi.

Alle 5 della mattina ci sdraiammo su un lettino in spiaggia e iniziammo a fare l’amore. Mi ricordo vagamente delle voci aspre a un certo punto. Erano le 8 del mattino, e io e lei eravamo svenuti nudi su quel lettino, mentre le famiglie arrivavano in spiaggia. Ho questa memoria di suoni come “maiali” strascicati nell’aria, poi non so cosa facemmo.

L’andai a trovare la sera dopo nella sua casa di Lido degli Estensi, e fu lì che m’accorsi che non aveva una gamba, la protesi era in un angolo della stanza ma bene in vista, credo avesse deciso di giocarsi tutto con me e di rivelarsi. Lei era sempre sorridente e silenziosa, sdraiata sul letto. Uno spia quel sorriso, vi scorge una torre di coraggio, ma anche di terrore di essere rifiutata, che viaggiano appaiati, lungo una vita di appena 25 anni. La strinsi a me, sapendo che non esisteva uomo amore o voce che potesse cancellare quella ingiustizia. Sentirsi così inutili è terribile.

Un pomeriggio verso le tre ci fermammo con l’auto sotto il ponte di porto Garibaldi, lungo il canale che è zeppo di quelle capanne chiamati ‘bilancioni’, con le reti per la pesca. Scendemmo dall’auto. Lei, sempre col sorriso, mi calò il costume e me lo prese in bocca. Dio come lo sapeva fare… Poi arrivarono le grida delle famiglie sui ‘bilancioni’... porci! bestie!... e lei mi levò la mano sinistra dalle palle per dare a quella gente il suo dito medio. Alla fine ci baciammo e baciammo e baciammo e baciammo. La saliva colava e io non mi volli pulire perché era tanto bello averla.

Esistevano donne così, pur senza una gamba. Dove sei? Che fine hai fatto? Mi leggi? Ti hanno più amata? Tu eri una donna, tu eri una Donna. Senza una gamba, una dolcezza immensa e la ribellione nel sangue, la Dea coraggio fatta umana per vivere un’intera giovinezza senza una gamba, e io ti ho avuta. Donna, Donna, vera Donna, senza una gamba. Dove sei ora?

 


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